Lettura in biblioteca

"CIAO COME STAI?"


“Ciao come stai?”

Probabilmente la frase che pronunciamo e o che ci viene rivolta ogni volta che incontriamo o sentiamo qualcuno.

Sembra una frase standard eppure la risposta che diamo a questa domanda è molto importante.


Infatti, al di là della risposta automatica e “non sentita” tipo “tutto bene…” questa domanda ci invita a riflettere, ad avere consapevolezza di come stiamo fisicamente, di come stanno i nostri pensieri, le nostre emozioni, le nostre relazioni, i nostri bisogni, a vedere se abbiamo blocchi o difficoltà.


Dunque se si desidera vivere in armonia dobbiamo essere consapevoli di quale è il nostro stato di Salute intesa secondo il modello bio-psico-sociale, che afferma che ogni condizione di salute o di malattia è la conseguenza dell’interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali/culturali e ambientali (Engels, 1977; Scwartz, 1982).


Quante volte riflettiamo sullo stato della nostra Salute?

Probabilmente ultimamente eventi esterni ci hanno costretto a fare questa riflessione.

Alla fine di dicembre 2019 il mondo si è trovato a dover affrontare un’emergenza sanitaria mondiale: un nuovo virus - Covid 19 - altamente contagioso e completamente sconosciuto al nostro sistema immunitario si è diffuso a livello planetario causando problemi a livello individuale e collettivo e ci ha costretto a ripensare ai nostri stili di vita, alla salute personale e sociale, ai modelli economici, ecologici, relazionali….


Anche chi, per motivi generazionali, non ha vissuto e non ha ricordi della guerra si è sentito, forse per la prima volta, vulnerabile come essere umano e sono cadute certezze, programmi….

L’emergenza ha cambiato le nostre abitudini costringendoci a prestare maggiore attenzione all’igiene ma anche al nostro modo di relazionarci con gli altri con l’obbligo di mantenere una distanza di almeno un metro e rinunciare a strette di mano, abbracci, baci, ad indossare le mascherine.


Lo slogan prevalente - “# io resto a casa” - ha comportato la necessità di dover affrontare l’isolamento e il rimanere per un lungo periodo tra le mura di casa.

Si sono evidenziate molte situazioni critiche: lo stress per chi, vivendo da solo, non ha potuto condividere con nessuno il peso della solitudine, la convivenza forzata con bambini, mariti e spesso anziani da accudire ha aumentato in maniera notevole la fatica delle donne e in alcuni casi ha evidenziato la fatica di sostenere relazioni incrinate.


Le difficoltà emerse nel sistema sanitario hanno evidenziato, inoltre, come il diritto alla Salute viene spesso disatteso ma anche che ciascuno di noi ha il dovere di responsabilizzarsi rispetto alla propria Salute ma anche a quella della società e dell’ambiente.


Fu alla fine del truce periodo storico che va dal 1915 al 1945, noto come «Età della catastrofe», che nel mondo, accanto ad un sentito desiderio di pace, di libertà, di sviluppo sereno e tranquillo tra le nazioni e tra i popoli, si fece strada anche un nuovo concetto di salute.

Nel Preambolo della Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – l’agenzia tecnica dell’ONU deputata ai problemi riguardanti la salute pubblica in contatto con i Ministeri della sanità pubblica dei vari Paesi membri dell’organizzazione, fu scritto che:

“La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non soltanto assenza di malattia o infermità”.


Si usciva così dal vecchio paradigma che sosteneva che la Salute è assenza di malattia.

Con la Carta di Ottawa del 1986 si è fatto un ulteriore passo in avanti nell’evoluzione del concetto di Salute perché viene affermato che la promozione della salute è un processo sociale e politico che comprende non soltanto le azioni per rafforzare e sviluppare le capacità e abilità delle persone di affrontare la vita, ma anche l’azione rivolta a cambiare le condizioni ambientali, sociali ed economiche in modo che risultino vantaggiose o favorevoli al miglioramento della salute pubblica e della salute individuale, in altri termini al miglioramento della qualità della vita.


Viene affermato che “la promozione della salute è il processo che mette in grado le persone di aumentare il controllo sulla propria salute e migliorarla..."

Le persone non possono raggiungere il loro pieno potenziale di salute senza alcuni prerequisiti che sono: pace, ambiente favorevole, istruzione e quindi disponibilità di informazioni, abilità personali (life skills), opportunità che consentono di fare scelte sane, alimentazione nel senso di disponibilità di adeguate quantità di cibo di buona qualità, reddito adeguato al contesto e continuità delle risorse, accesso a servizi sanitari di qualità.


Per Life Skills si intende “l’insieme delle abilità utili per adottare un comportamento positivo e flessibile e far fronte con efficacia alle esigenze e alle difficoltà che si presentano nella vita di tutti i giorni”.


Il nucleo fondamentale delle Life Skills identificato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è costituito da 10 competenze: Consapevolezza di sé, Senso critico, Gestione Emozioni, Prendere buone decisioni, Gestione dello stress, Risolvere problemi, Empatia, Comunicazione efficace, Creatività, Relazioni efficaci.

Tali competenze possono essere raggruppate secondo 3 aree:

• EMOTIVA- consapevolezza di sè, gestione delle emozioni, gestione dello stress

• COGNITIVA - risolvere i problemi, prendere decisioni, senso critico, creatività

• SOCIALE - empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci


La metodologia del Counseling consente di sostenere, riattivare e ricontattare queste tre aree.

Uno dei fondamenti della relazione di Counseling è infatti la responsabilità personale nella determinazione del proprio percorso di vita, congiuntamente con la valorizzazione ed il potenziamento delle competenze di base necessarie per fare fronte con successo agli eventi e ai cambiamenti delle diverse fasi di vita.


Il counselor accompagna il cliente nella sua autonomia, libertà di essere, di scegliere e di affrontare la vita con le proprie risorse ed i propri limiti allo scopo di una crescita personale e di una condizione di benessere globale.


Attraverso il colloquio il cliente viene aiutato ad esplicare i propri problemi e indirizzato verso una maggiore comprensione di essi; contemporaneamente l'attenzione si focalizza sulle proprie capacità e risorse potenziandole e rafforzandole così da poter fronteggiare e risolvere il problema in modo più efficace.


Il Counseling, operando nel campo della salutogenesi, si pone proprio come fine ultimo il benessere globale della persona.

La Salutogenesi è tutto ciò che crea salute ovvero tutto ciò che permette alle persone, anche in situazioni di forte avversità (un trauma, una malattia cronica, la disabilità, precarie condizioni socioeconomiche, etc), di compiere scelte consapevoli di Salute utilizzando risorse (interne ed esterne), accrescendo le proprie resilienza e capacità pro-attiva.


Presuppone che la Salute non sia uno stato acquisito e stabile ma piuttosto un continuum su cui ognuno di noi si muove e le cui estremità sono Salute e malattia.

Ciò che importante è capire in che modo un individuo può diventare più sano o meno malato. Ciò significa che, in qualsiasi punto del continuum una persona si trovi, potrà disporre sempre di risorse e opportunità per spostarsi verso il polo della Salute.


Aaron Antonovsky (1923-1994)


Il concetto di Salutogenesi è stato coniato da Aaron Antonovsky (1923-1994), un sociologo e accademico americano di origine israeliana il cui lavoro principale ha riguardato la relazione tra stress , salute e benessere.

Per il governo israeliano, condusse una ricerca per valutare lo stato di salute delle persone anziane in Israele. In particolare studiò l’adattamento alla menopausa di donne di diverse etnie tra cui anche donne sopravvissute ai campi di concentramento. Restò colpito dal fatto che un gran numero di esse era in buone condizioni di salute psicofisica e mostrava discrete capacità di adattamento, cioè in grado di ricreare la propria vita.


Si chiese allora perché alcune persone in presenza delle medesime gravi condizioni avverse rimanessero in buona salute, mentre altre si ammalavano e perchè fattori stressanti, anche molto intensi, non sempre generavano patologie.


Dunque che cosa mantiene le persone sane?
Che cosa fa muovere le persone nel continuum salute-malattia verso il polo della Salute piuttosto che verso il polo della malattia?

Antonovsky arrivò alla conclusione che non è l’agente patogeno in sé a creare la malattia, ma che la possibilità per una persona di rispondere in maniera salutare o patologica alla malattia dipendeva dalle Risorse Generali di Resistenza e cioè, la capacità di una persona di rispondere e fronteggiare situazioni avverse e sfidanti.

Le risorse di resistenza dipendono, secondo Antonovsky, dal Senso di Coerenza che ognuno di noi costruisce attraverso:

  1. il senso di comprensibilità, cioè la possibilità di capire ciò che accade in noi e nel nostro ambiente, di dare un ordine a questi accadimenti, perché se comprendiamo ciò che ci sta accadendo possiamo meglio affrontare le situazioni.

  2. il senso di affrontabilità , cioè la sensazione che possiamo esercitare un certo controllo (anche se ridotto, anche se nella fantasia) sugli eventi o nelle situazioni difficili e che questo è possibile se siamo consapevoli di possedere risorse interne utili ad affrontare gli eventi.

  3. Il senso di significatività: un processo che va costantemente attuato per poter trovare un significato a ciò che ci capita per poter trovare una buona motivazione per affrontare la vita, per combattere e per impegnarsi nelle cose.


Comprensione, ritrovare e utilizzare le proprie risorse interne, dare un significato a ciò che ci accade e prendersi la responsabilità di ciò che desideriamo, diventare consapevoli dei nostri bisogni e delle nostre emozioni, diventare protagonisti della nostra Salute…

Tutto questo per me è Counseling.


Daniela Piendibene

Responsabile per l'attuazione dei progetti Sico

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