Lettura in biblioteca
  • SICo

La persona è una compagnia teatrale di tante persone



Di solito se pronunciamo la parola Maschera” si pensa che sia uno strato sopra di noi. Una superficie davanti a noi!

Un oggetto, una metafora che ci fa subito pensare ad una cosa artefatta, una cosa in più, a noi stessi.


Difatti se pensiamo al teatro il collegamento è imminente! Quando gli attori indossano le maschere, ovviamente stanno impersonificando un essere di fantasia ma che chiaramente non sono loro nella realtà.


Bene! Ma se oltre agli attori, che ovviamente lo fanno di mestiere a diventare qualcun altro, lo facessimo anche noi costantemente ?!

Mi spiego meglio! Se ogni giorno della nostra esistenza, per più volte al giorno, usassimo delle maschere anche noi?


Che sia di mattina o di notte, che sia a lavoro o mentre facciamo sport, potremmo indossare delle maschere diverse di volta in volta.


Ma ti dirò di più…E se quello che noi pensiamo siano maschere in realtà non lo sono?

Hai mai riflettuto sul fatto che in realtà pensiamo che “indossiamo delle maschere” ma che invece quelle fantomatiche maschere fan parte di noi?


Come diceva Pirandello, sostenendo che la vita fosse un Teatro:

“La vita, mia cara, è un palcoscenico dove si gioca a fare sul serio.”

Questo che sta a significare? Che se la nostra vita appunto la inquadrassimo davvero come fosse un teatro e quindi composta da “Atti”, da “Intervalli”, da diverse “Sceneggiature”, allora forse davvero per ogni circostanza o contesto potremmo indossare una maschera diversa in base all’evenienza.


Ergo, in base alla situazione che ci si presenta davanti, posizioneremo un nostro essere, una delle nostre personalità, piuttosto che un’altra.


Ciò vuol dire, quindi, che non siamo un “uno” composto da molteplici maschere ma che dentro ognuno di noi ci sono “più noi”. E se ragionassimo così allora si sbloccherebbe un domino maestoso!


Sai perché sarebbe davvero importante e sostanziale pensare in tal senso?

Perché così ragionando si viene a conoscenza di tutte le altre potenzialità e personalità che ognuno di noi ha dentro e che non sapeva di avere.


Il fatto di non sapere, di avere queste diverse personalità e quindi potenzialità, a seconda del contesto o dell’obiettivo, ci priva di un’ampia gamma di scelte.


Di fatti molto spesso sento rispondere “Io sono fatto così” ma non è vero! Le altre personalità ci sono, e premono da sotto, vogliono emergere e sta solo a noi stessi ascoltarle e tirarle fuori.


E’ come se fossimo incantati ed innamorati del nostro disagio.

Troppo spesso ci limitiamo a mostrare solo la parte che non funziona di noi come se fosse interessante e sai questo che comporta?


Che impoverisce la nostra vita! E che la vita è una valle di lacrime!


Il Counseling serve proprio a questo. Il Counseling essendo in questo senso uno strumento relazionale molto interessante, non si focalizza appunto sull’unica personalità che tendiamo a mostrare e che non va ma piuttosto ti spinge a mostrare e tirar fuori le altre rimaste in apnea, a recuperare quelle ricchezze che hai dentro e riportarle in superficie.


Il Counseling fa rifiorire quelle altre personalità rimaste oramai sopite troppo a lungo ma che sono lì, sono silenti, addormentate ma le hai. Devi solo risvegliarle.



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