Regolamento organizzazione generale

Art. 1 – Ammissione dei Soci.
L’ammissione dei Soci avviene su domanda redatta dagli interessati in carta semplice da presentarsi al Consiglio di Amministrazione (C.d.A.).
L’accettazione della domanda è deliberata insindacabilmente dal C. d. A. e decorre dal primo giorno del mese successivo dell’anno in cui la domanda è accolta.

Art. 2 – Doveri dei Soci.
L’appartenenza alla S.I.Co. ha carattere libero e volontario, ma impegna gli aderenti al rispetto dello Statuto, del R.I. e delle deliberazioni assunte dagli organi rappresentativi.

Art. 3 – Perdita della qualità di Socio.
La qualità di Socio può venire meno per i seguenti motivi:

  1. Disciplinari
    Per delibera di esclusione assunta dal Consiglio di Amministrazione, sentito il Collegio dei Probiviri, per aver contravvenuto alle norme dello Statuto, o del Regolamento Interno o del Codice Deontologico; per accertati motivi di incompatibilità, o per altri motivi che comportino l’indegnità, secondo le norme previste dal Regolamento Giustizia e Disciplina

  2. Morosità
    E’ considerato moroso il socio che pur essendo stato invitato per iscritto varie volte, dall’organo amministrativo, non abbia provveduto a mettersi in regola con i pagamenti delle quote sociali.

Art. 4 – Partecipazione alle riunioni degli Organi Direttivi
La mancata partecipazione di un membro del Consiglio, per tre sedute consecutive, nel corso di un anno alle riunioni del C.d.A., del Collegio dei Revisori, del Collegio dei Probiviri ne comporta la decadenza, che sarà pronunciata dal Presidente del rispettivo organo di appartenenza e ratificato dal C.d.A.

Art. 5 – Decentramento territoriale
Possono, su delibera del Consiglio di Amministrazione Nazionale, di seguito denominato C.d.A., essere istituite sedi “secondarie, regionali, periferiche, filiali, rappresentanze”, dipendenti dalla sede nazionale.

Art. 6 – Comitato Tecnico Scientifico
Il Consiglio di Amministrazione può nominare uno o più Comitati Tecnico-scientifici per lo studio e la ricerca nei vari settori della S.I.Co. composto da almeno quattro membri scelti tra quanti anche non Soci si siano distinti per la loro attività scientifica, di ricerca nell’ambito del counseling, delle scienze umanistiche e della psicoterapia, ovvero di promozione di iniziative a favore della professione del counselor.

Art. 7 – Rimborsi
Tutte le cariche sociali sono gratuite, tranne per quanto previsto dall’Art. 14 (vedi Amministratore Delegato) dello Statuto S.I.Co.
Il C. d. A. potrà deliberare di volta in volta eventuali rimborsi da versare ai Soci che abbiano sostenuto in proprio spese su incarico del C.d.A.; potrà inoltre, deliberare, rimborsi da determinarsi a seconda delle esigenze di natura organizzativa, per i Soci membri dei Consiglio di Amministrazione che ricoprano incarichi di rappresentanza.
Il Presidente della S.I.Co. ha diritto ad una indennità di rappresentanza adeguata alla dignità della carica ed al ruolo che la S.I.Co. svolge nel sistema associativo nazionale. Tale indennità è deliberata dal C.d.A. in via preventiva per l’intero periodo della Presidenza e può essere eventualmente rideterminata anno per anno in relazione alle maggiori esigenze che si dovessero presentare.
I Consiglieri del C.d.A. per la partecipazione alle riunioni del Consiglio di Amministrazione possono percepire il rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio.
Tutti i rimborsi e tutte le indennità dovranno essere deliberate in via preventiva; tenendo in debito conto la dignità della rappresentanza dovranno rispettare in ogni caso i criteri di economicità e di previsione del bilancio.

Art. 8 – Codice Deontologico
Ogni associato si impegna ad attenersi e a rispettare le norme contenute nel codice deontologico approvato dall’Assemblea Nazionale; il non attenersi a tali obblighi morali è motivo di sanzioni come previsto dal Regolamento di disciplina, ivi compresa la radiazione dalla S.I.Co. e dal Registro Italiano dei Counselor.

Art. 9 – Registro Italiano Counselor
L’iscrizione dei Soci al Registro Italiano dei Counselor avviene dopo il superamento di un esame valutativo da parte del socio, sostenuto davanti alla Commissione Esaminatrice nominata dal Consiglio di Amministrazione.
La domanda per essere ammessi all’esame dovrà essere inviata al C.d.A., ovvero all’Amministratore Delegato corredata da fotocopie sia  del Diploma o Attestato di Counselor (se in possesso), dal proprio curriculum formativo didattico e professionale e da tutti i documenti in possesso del candidato inerente la professione di counselor e il modello RA autenticato presso la circoscrizione di competenza oltre al versamento della quota associativa.
Le domande verranno esaminate dalla Commissione di Valutazione Preliminare, la quale delibererà sulla domanda di iscrizione del socio e trasmetterà il relativo verbale all’Amministratore Delegato per la ratifica.
Agli aventi diritto verrà inviata dall’Amministratore Delegato la relativa comunicazione di avvenuta iscrizione preliminare in attesa dell’esame valutativo. Dopo il superamento dell’esame sarà rilasciata dall’Amministratore Delegato l’Attestazione di Qualità e Qualificazioe professionale dei Servizi di Counseling di avvenuta iscrizione.
La decadenza dalla qualità di socio comporta la decadenza dal Registro Italiano dei Counselor.

Art. 10 – Entrate dell’Associazione
Le entrate della S.I.Co. sono gestite dal C.d.A. per il tramite del Tesoriere Nazionale.

Le entrate sono costituite:

  1. quota annuale della S.I.Co.;

  2. contributi volontari dei Soci o di terzi;

  3. lasciti e donazioni;

  4. partecipazioni ad eventi organizzati dal C.D.A..

L’importo della quota associativa annuale, il termine per il versamento di quest’ultima e la percentuale da applicare sui ritardati pagamenti, viene determinato annualmente dal C.d.A..

Art. 11 – Soci Onorari
Il nominativo di un eventuale socio onorario, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea, può essere proposto:

dal Presidente
dal Consiglio di Amministrazione
La proposta sarà inserita all’ordine del giorno della prima Assemblea ordinaria.

Art. 12 – Presidente Onorario
Il nominativo dell’eventuale Presidente Onorario può essere proposto dal C.d.A..

Art. 13 – Assemblea Nazionale
L’Assemblea Nazionale ordinaria o straordinaria è convocata dal C.d.A anche fuori della sede sociale, purchè in territorio Italiano, mediante comunicazione pubblica scritta effettuata via Pec.

Detta comunicazione sarà inviata a tutti i  Soci almeno 20 (venti) giorni prima della riunione.
L’Assemblea Nazionale è presieduta da un Presidente di assemblea, designato dall’Assemblea stessa.
L’Assemblea Nazionale ordinaria e straordinaria in prima convocazione delibera con voto favorevole di maggioranza con la presenza di tanti soci che rappresentino in proprio o per delega almeno la metà dei soci aventi diritto al voto; in seconda convocazione, indetta almeno un’ora dopo la prima, delibera con voto favorevole di maggioranza, con qualsiasi numero di soci aventi diritto di voto siano presenti o rappresentati per delega.

IL Presidente dell’Assemblea constata la regolarità delle deleghe ed il diritto dei Soci ad intervenire all’Assemblea. Delle adunanze assembleari viene redatto verbale firmato dal Presidente dell’Assemblea e dall’Amministratore Delegato che possono essere anche una unica persona.
L’Assemblea Nazionale delibera di norma a scrutinio palese, ma, su proposta del Presidente dell’Assemblea, o della maggioranza del C.d.A. o, su richiesta di un decimo dei soci presenti, può essere deliberato a scrutinio segreto.
Le operazioni di voto degli organi dell’Associazione si svolgono a scrutinio segreto, fatte salve altre decisioni prese all’unanimità dall’Assemblea, ogni socio può indicare un massimo di quattro preferenze.
In tal caso il Presidente dell’Assemblea nominerà due soci quali scrutatori che provvederanno alla predisposizione delle schede, alle urne, ed allo spoglio delle schede.
Della votazione a scrutinio segreto verrà redatto un riepilogo, che dopo la lettura. sarà riportato per intero nel verbale di assemblea. Terminate le votazioni e lo scrutinio, predisposto il riepilogo, esperiti i necessari controlli le schede potranno essere distrutte o conservate a discrezione del Presidente dell’Assemblea.
I soci aventi diritto al voto possono richiedere, per iscritto, al Presidente, che nell’ordine del giorno dell’Assemblea ordinaria annuale venga inserito un argomento di proprio interesse, ad eccezione di quelli riservati all’Assemblea Straordinaria.
La richiesta deve essere obbligatoriamente accolta se sottoscritta da almeno il 25% dei soci aventi diritto al voto e pervenuta al Presidente almeno 60 giorni prima della prima convocazione.

Art. 14 – Competenze dell’Assemblea Nazionale
L’Assemblea Nazionale ordinaria delibera:
– sull’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo e sulla destinazione o copertura, rispettivamente, dell’avanzo o disavanzo di gestione;
– sulla nomina dei componenti del C.d.A.
– sulla nomina dei componenti l’organo di controllo, il Collegio dei Revisori;
– sulla nomina dei componenti il Collegio dei Probiviri;
– sulla nomina di Consiglieri in sostituzione di altri.
Su proposta del C.d.A.:
– sull’ammontare dei contributi ordinari (quote associative annuali) e straordinari dovuti;
– sull’ammissione dei soci onorari e sostenitori;
– sulla ratifica di Responsabili di indirizzo, proposti in base al R.I.;
– sulla ratifica della costituzione di Commissioni e Comitati Tecnico-scientifici;
– su quanto altro a lei demandato per legge o per statuto.
Soltanto l’Assemblea Nazionale straordinaria può deliberare:
– sullo scioglimento dell’Associazione;
– sulle modifiche dello statuto;
– sul trasferimento della sede nazionale.

Art. 15 – Candidati al C.d.A.
I soci che ne abbiano diritto e che intendano candidarsi al Consiglio di Amministrazione dovranno far pervenire la propria candidatura al Consiglio di Amministrazione uscente almeno 30 giorni prima della data fissata per le elezioni.
Non possono candidarsi:
a- I membri del C.d.A., del Collegio dei Probiviri e del Collegio dei Revisori uscenti, che abbiamo ricoperto la carica per 3 mandati consecutivi, in particolare nel C.d.A., oppure si può rimettere al C.d.A. di dare  la possibilità allo scadere dei mandati di rieleggere per “particolari meriti” riconosciuti dallo stesso un membro che abbia già svolto 3 mandati. 
b- I soci ai quali sia stata inflitta ammonizione scritta o sospensione.

Art. 16 – Consiglio di Amministrazione
Se vengono a mancare per qualsiasi causa:
un Consigliere Nazionale, quelli rimasti in carica provvederanno a sostituirlo con delibera approvata dal Collegio dei Revisori.
Il Consigliere così eletto rimarrà in carica fino alla successiva Assemblea durante la quale verrà confermato o sostituito con Consigliere eletto in quella adunanza che rimarrà in carica fino al termine del mandato consiliare normale;
– più di metà dei Consiglieri Nazionali contemporaneamente, s’intende decaduto l’intero C.d.A.. In tal caso deve essere convocata l’Assemblea Nazionale per la nomina di un nuovo Consiglio di Amministrazione.
Il C.d.A. è convocato dall’Amministratore Delegato o, in sua assenza o impedimento dal Presidente.
IL C.d.A. si deve riunire almeno una volte all’anno, di cui una per redigere il bilancio consuntivo e preventivo o quando ne faccia richiesta al Presidente Nazionale almeno un terzo dei Consiglieri o un membro effettivo del Collegio dei Revisori.
IL C.d.A. sarà convocato con un preavviso di almeno 7 (sette) giorni, nella sede sociale o altrove.
La convocazione sarà effettuata attraverso una Pec , e dovrà indicare la data, l’ora, il luogo e l’ordine del giorno della riunione,
La convocazione può essere fatta, in caso di straordinaria urgenza, telegraficamente con preavviso di 36 (trentasei) ore.
In difetto di tali formalità e termini, il C.d.A. delibera validamente con la presenza dì tutti i Consiglieri in carica.
Per la validità delle deliberazioni è necessaria la presenza della maggioranza dei Consiglieri Nazionali in carica e le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto del Presidente Nazionale che può rappresentare due voti.
Il C.d.A. è presieduto dal Presidente Nazionale o dal Vicepresidente, in mancanza di questi dal membro più anziano. All’interno del C.d.A. non sono ammesse deleghe.
I verbali delle riunioni, trascritti nell’apposito libro sociale a cura dell’Amministratore Delegato ed a responsabilità del Presidente Nazionale, sono letti seduta stante e sottoscritti almeno dal Presidente e dall’Amministratore Delegato.

Art. 17 – Attività esterne al C.d.A.
Per il perseguimento degli scopi sociali, il Consiglio di Amministrazione, informatone l’Amministratore Delegato che può delegare in forma scritta a tali scopi, può:

– nominare Commissioni di studio;
– nominare un addetto all’Ufficio stampa ed alle pubbliche relazioni;
– nominare per ogni Sede Regionale un Direttore con compiti di coordinamento ed organizzazione di attività ed iniziative in ambito regionale;
– nominare Commissioni tecniche;
– delegare uno o più soci a rappresentare la S.I.Co. in occasione di convegni o congressi cui la S.I.Co. stessa partecipi;

Il Consiglio di Amministrazione può conferire gli incarichi di cui sopra ed ogni altro che ritenga opportuno, a suoi membri e/o ad altri soci ordinari. Un socio ordinario può anche far parte di più Commissioni o ricevere più di uno degli incarichi sopraelencati salvo motivi di incompatibilità.

Art. 18 – Divisione Processi Formativi
E’ l’unità organizzativa di tutti i soggetti che si occupano di formazione: nell’ambito del Regolamento verranno stabiliti i requisiti di riconoscimento alla Divisione per gli Enti della formazione in modo da uniformare progressivamente, pur nell’ambito della dovuta gradualità, i percorsi formativi della professione del counselor. La Divisione è diretta dall’Amministratore Delegato ed articolata in due Sezioni: la Sezione Scuole e la Sezione Formazione, ognuna guidata da un Coordinatore. Tale Divisione è altresì supportata dal Comitato Tecnico-Scientifico. Tale Comitato svolge inoltre il ruolo di laboratorio di idee, innovazioni e dibattiti culturali sul tema del counseling e sui temi connessi.

Art. 19 – Divisione Relazioni Esterne e Servizi Associativi
La Divisione Relazioni Esterne e Servizi Associativi ha funzioni di rappresentanza professionale e di offerta di servizi (legali, assicurativi, previdenziali, consulenziali, finanziari, professionali) ai soci della S.I.Co . 

Art. 20 – Divisione Registro Italiano dei Counselor
La Divisione è l’unità organizzativa responsabile della tenuta del Registro Italiano dei Counselor cui spettano le funzioni di tenuta, aggiornamento e comunicazione degli operatori iscritti nel Registro stesso.
La Divisione cura la verifica della formazione di base in accesso per l’iscrizione al Registro Italiano dei Counselor e successivamente la professionalità derivata dall’esperienza acquisita, dall’aggiornamento e dagli approfondimenti svolti dopo l’iscrizione al Registro Italiano dei Counselor.
Nel Registro sono inseriti tutti gli iscritti in regola con i requisiti secondo quanto previsto dal R. I.
Il “Regolamento per l’iscrizione al Registro Italiano Counselor e per l’attestazione di qualità e di qualificazione professionale ” stabilisce le caratteristiche degli esami di accesso e la verifica della qualità “in itinere”.
Ai soci inseriti nel Registro verrà rilasciato uno specifico “l’attestazione di qualità e di qualificazione professionale ” riferito al proprio livello professionale e all’ambito di intervento.
La direzione di questa Divisione è affidata all’Amministratore Delegato, il quale opera di comune accordo con il Consiglio di Amministrazione .

Art. 21 – Amministratore Delegato
L’Amministratore Delegato cura la gestione organizzativa e amministrativa della S.I.Co., secondo le direttive e le delibere del C.d.A., dell’Assemblea Nazionale dei soci ed ogni compito appositamente delegato dal Presidente, convoca il C.d.A., e svolge tutte le diverse funzioni attribuitegli dai Regolamenti S.I.Co. ; in caso di urgenza può esercitare poteri demandati al C.d.A., salvo ratifica di questo alla prima riunione; convoca il C.d.A. secondo quanto previsto dal Regolamento Interno; coordina i rapporti tra gli organi nazionali e quelli periferici, è responsabile della redazione dei verbali del C.d.A.; sovrintende all’amministrazione.
Può presiedere ai lavori delle divisioni operative.

Art. 22 – Riunioni del Consiglio di Amministrazione
Alle riunioni del Consiglio di Amministrazione possono partecipare su invito del Presidente, senza diritto di voto, in veste di consulenti i Responsabili di Indirizzo Nazionali ed i rappresentanti delle Commissioni e Comitati Tecnico-scientifici.
Potranno presiedere, alle adunanze del C.d.A. i membri del Collegio dei Revisori ed i membri del Collegio dei Probiviri, nel caso vengano trattati argomenti attinenti alle loro competenze. In nessun caso hanno diritto di voto.
In caso di deliberazioni dell’organo consiliare, al momento delle votazioni il Presidente potrà chiedere il momentaneo allontanamento dal luogo dell’adunanza degli estranei al C.d.A.

Art. 23 – Competenze del Consiglio di Amministrazione
Al C.d.A. spettano tutti i compiti previsti nel presente Regolamento Interno in modo specifico:
– convalidare l’iter formativo e il riconoscimento della professione di Counselor;
– iscrivere i Soci al Registro Italiano dei Counselor, secondo le norme previste dal presente Regolamento;
– validare le scuole ed istituti che operino nel Counseling secondo le norme emanate dalla S.I.Co. tramite il Regolamento Interno;
–attestare i Soci Professionisti secondo quanto previsto dal presente Regolamento;
– proporre all’Assemblea eventuali modifiche allo Statuto;
– predisporre il Regolamento Interno e gli eventuali aggiornamenti da sottoporre alla ratifica dell‘Assemblea;
– deliberare sull’assunzione del personale dipendente;
– organizzare e realizzare congressi, convegni, incontri a carattere locale e regionale, d’intesa con la sede o il comitato regionale che ne propongono la effettuazione, a livello nazionale od internazionale;
– demandare a commissioni e comitati tecnico scientifici, di sua scelta e comunque dipendenti, lo studio dei programmi e delle attività scientifiche tese alla realizzazione degli obbiettivi statutari dell‘Associazione;
– decide sulla nomina ed il numero dei componenti delle Commissioni e dei Comitati scientifici, sulla durata e sugli incarichi assegnatigli.
– amministrare il patrimonio dell’Associazione;
– predisporre, definire e fissare gli stanziamenti occorrenti alla realizzazione dei progetti
dell‘Associazione;
– fissare eventuali indennità e rimborsi spettanti ai Consiglieri ed a coloro che, su incarico del Presidente, sia richiesto di rappresentare l’Associazione presso enti pubblici o privati o in manifestazioni di particolare rilievo;
– deliberare, a proprio insindacabile giudizio sulle modalità di iscrizione all’Associazione
e sulle richieste di ammissione a socio o, nei casi di esclusione, sospensione o reintegrazione di soci, salvi i casi di intervento dell‘organo assembleare;
– proporre Responsabili Nazionali di indirizzo previsti all’Art.9 dello statuto, quali organi consultivi del C.d.A.;
– istituire sedi secondarie, regionali, periferiche, filiali e rappresentanze, dipendenti dalla sede nazionale, secondo i criteri generali dello statuto e in particolare dal Regolamento Nazionale Interno;
– autorizzare, a suo insindacabile giudizio la realizzazione di pubblicazioni e interventi editoriali recanti il marchio dell‘Associazione;
– decidere sull’attività e le iniziative dell’Associazione e sulla sua collaborazione con i terzi a norma dell’art.3 dello statuto.

Art. 24 – Collegio dei Probiviri Nazionale
Il Collegio dei Probiviri in particolare ha il compito di esaminare e di giudicare gli atti di inosservanza dei principi della deontologia e comunque lesivi degli interessi e della dignità dell’Associazione, compiuti dagli iscritti, secondo quanto previsto dal Regolamento Interno.
IL Collegio dei Probiviri adotta i seguenti provvedimenti:
proscioglimento, avvertimento, censura, sospensione temporanea ed espulsione.
Il giudizio del Collegio dei Probiviri è definitivo ed inappellabile.
Il Collegio dei Probiviri si riunisce ogni qualvolta lo ritenga opportuno il Presidente o ne faccia richiesta un membro del Collegio stesso o su comunicazione dell’Amministratore Delegato.

Art. 25 – Libri Sociali
I libri dell’Associazione sono costituiti:
1) dal libro verbali Assemblee Nazionali, nel quale saranno verbalizzate tutte le Assemblee Nazionali;
2) dal libro verbali del C.d.A., nel quale saranno verbalizzate tutte le delibere del C.d.A.;
3) dal libro dei Soci, nel quale verranno trascritti, tutti i nominativi dei soci, le relative variazioni, l’indicazione per ciascuno di essi dei contributi versati all’atto dell’iscrizione;
4) dal libro del Collegio dei Revisori, nel quale saranno verbalizzate tutte le riunioni del Collegio medesimo;
5) dal libro del Collegio dei Probiviri, nel quale saranno verbalizzate tutte le riunioni del Collegio medesimo;
6) dal libro degli Inventari, nel quale saranno trascritte in modo analitico inizialmente e poi annualmente, tutte le attività e passività dell’Associazione.
7) dal libro Giornale, nel quale saranno trascritte le scritture contabili, tenute con il metodo della partita doppia. o un più semplice registro cronologico delle entrate e delle uscite, tenuto col metodo della partita semplice, (se non necessario per legge o disposizioni fiscali il primo);
8) dalle scritture ausiliarie (se ricorre l’obbligo o la necessità) nelle quali devono essere registrati gli elementi patrimoniali e reddituali, raggruppati per categorie omogenee, in modo da consentire di desumere chiaramente e distintamente i componenti positivi e negativi che concorrono alla determinazione del risultato di esercizio e del patrimonio;
9) da un libro diviso per sezioni in cui riportare tutti gli estratti e verbali anche a mezzo allegati, comunicati dalle sezioni periferiche ai competenti organi nazionali;
10) da tutti i libri e registri obbligatoriamente previsti dalla normativa fiscale.
I libri e le scritture di cui ai punti 1,2,3,6,7,8,9,10, se dovuti, sono tenuti a cura dell’Amministratore Delegato ed a responsabilità dei membri del Consiglio di Amministrazione Nazionale; i libri di cui ai punti 4 e 5 sono tenuti a cura e responsabilità dei rispettivi Presidenti dei Collegi.
Tutti i libri suddetti se dovuti ad eccezione delle scritture ausiliarie devono essere numerati progressivamente in ogni pagina e se obbligatorio per legge, bollati in ogni foglio; la vidimazione, se dovuta, deve essere eseguita a norma degli artt. 2215 e 2216 del Codice Civile (ovvero a cura del Presidente del Collegio dei Revisori Nazionale ad eccezione dei libri e registri di cui al punto 10).
Indipendentemente dalle disposizioni fiscali e di legge alle quali l’Associazione ha l’obbligo di uniformarsi in base al regime fiscale adottato, i rendiconti dovranno essere stilati secondo criteri di correttezza e trasparenza, facendo riferimento, se necessario, alle disposizioni del Codice Civile valevoli per le società di capitali.

Regolamento per l'iscrizione al registro italiano dei counselor

B – Regolamento per l’iscrizione al Registro Italiano Counselor, per l’Attestazione di Qualità e di Qualificazione Professionale dei Servizi di Counseling

Articolo 1 – SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

Il presente regolamento ha lo scopo di definire le procedure per l’Attestazione di qualità e di qualificazione professionale dei servizi del counselor, ai fini della loro iscrizione al “Registro Italiano Counselor S.I.Co.”  Il regolamento stabilisce anche le condizioni per mantenere l’iscrizione al registro. Gli iscritti al Registro conseguono la possibilità di fregiarsi del marchio di qualità ’ relativo al proprio ambito professionale.

Sulla corretta applicazione del presente regolamento sorveglia il Consiglio di Amministrazione. Il presente regolamento si applica a tutti i candidati che abbiano presentato richiesta di iscrizione al Registro.

Articolo 2 – CONDIZIONI GENERALI

Con la presentazione della richiesta di attestazione, il candidato accetta tutte le condizioni indicate nel regolamento in vigore. La S.I.Co. garantisce che il trattamento dei dati dei Candidati e degli iscritti al Registro Italiano Counselor, avviene nel rispetto di quanto stabilito dalla Legge 31.12.96 n. 675 e successive modificazioni e che il Titolare del trattamento dei dati è il Presidente della S.I.Co., mentre il responsabile del trattamento dei dati personali è l’Amministratore Delegato della S.I.Co.

Articolo 3 – PROCEDURA PER L’ATTESTAZIONE

  • Presentazione della richiesta per  l’attestazione di qualità e di qualificazione professionale dei servizi al C.d.A.

  • Istruzione della richiesta e verifica titoli.

Al ricevimento della richiesta, il C.d.A. provvede alla annotazione della data di ricezione ed alla verifica dei titoli secondo le modalità previste dall’Art. 9 del Regolamento A e  l’A.D. provvede nel caso di incompletezza della documentazione, a segnalare le carenze al Candidato, richiedendo l’invio della documentazione mancante. Al completamento di questa prima fase dell’iscritto alla S.I.Co., l’Amministratore Delegato comunica l’esito ai Candidati provvedendo agli adempimenti previsti dalla Legge 31.12.96 n. 675.

3.3 Procedure d’esame

3.3.1 La Commissione d’esame

La Commissione d’esame è costituita dal Presidente della Commissione e dai Commissari. Della Commissione d’esame fa parte, con il ruolo di Commissario e di Segretario Tecnico, l’Amministratore Delegato S.I.Co. o un suo delegato a ciò Responsabile. Tutti i membri della S.I.Co., sentiti il C.d.A., il suo Presidente e l’Amministratore Delegato, possono essere chiamati a svolgere il ruolo di Commissario d’esame, indipendentemente dalla loro iscrizione nell’elenco dei Commissari. La Commissione, per essere considerata valida ai fini dell’esame di un candidato, deve essere composta da un minimo di 2 Commissari con diritto di voto.

3.3.2 Presidente della Commissione d’Esame

Garantisce circa il corretto svolgimento dell’esame nel rispetto della presente procedura. Concorda con l’Amministratore Delegato le modalità operative ed i dettagli relativi alla sessione d’esame. In collaborazione con gli altri Commissari d’esame e sentiti gli eventuali Consulenti della Commissione d’esame, valuta le singole prove d’esame sostenute dai Candidati ed esprime un giudizio complessivo proponendo al  C.d.A ed alla Presidenza il rilascio della attestazione.

3.3.3 Struttura dell’esame

La valutazione  del candidato viene effettuata dalla commissione sulla base dei percorsi d’esame stabiliti dal bando d’iscrizione. All’interno del bando di attestazione sono altresì definiti i contenuti e le modalità di conduzione e valutazione di ogni singola prova d’esame.

3.3.4 Modalità di conduzione dell’esame

Nel corso dell’esame scritto devono essere sempre presenti almeno due Commissari d’esame. Non sono ammessi testi di norme, volumi, cellulari, ecc. I candidati che dovessero essere trovati in possesso di documenti, libri, norme e cellulari verranno allontanati immediatamente e la prova d’esame annullata senza alcuna possibilità di appello. Per altre infrazioni di carattere minore, il Candidato verrà richiamato formalmente una prima volta. Al ripetersi della stessa infrazione sarà allontanato e la prova d’esame annullata. Nel corso dello svolgimento della prova orale sono presenti almeno due Commissari d’esame. Gli argomenti trattati e le prestazioni del candidato vengono registrate a cura di ogni singolo Commissario sulla propria scheda di valutazione. I punti di forza e di debolezza del candidato, vengono registrati da ogni singolo Commissario mentre il Presidente della Commissione od un suo incaricato, nel caso di più Commissioni, provvedono alle sintesi. Le prove scritte ed orali avvengono a porte chiuse. Alle stesse può essere invitato a partecipare, in qualità di Osservatore, membri  del Ministero della Giustizia, del Ministero della Sanità, del Ministero del lavoro e delle politiche Sociali, delle Associazioni dei consumatori inserite nel Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti.

I membri del C.d.A. e l’Amministratore Delegato del S.I.Co. hanno diritto ad assistere come osservatori, senza alcun preavviso, a tutte le prove di esame, relazionando circa l’esito della loro presenza al Presidente del C.d.A.. Gli atti della Commissione sono riportati in verbali o comunicazioni redatte e trasmesse all’Amministratore Delegato.

3.4 Rilascio della Attestazione e dell’attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi di counseling.

Sulla base degli esiti della analisi dei titoli e delle prove d’esame, l’Amministratore Delegato sottoscrive l’attestato  e lo sottopone alla firma del Presidente S.I.Co.

Sull’Attestato di Qualità e di Qualificazione Professionale dei Servizi di Counseling viene specificato l’ambito  di intervento in cui l’iscritto ha maturato la propria esperienza specifica ed eventualmente l’indirizzo applicativo specifico, su richiesta dell’interessato. Le attività della Direzione S.I.Co. e della Commissione d’esame sono sottoposte al controllo ed alla sorveglianza del C.d.A.

L’attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi può essere emesso nei confronti di quei Candidati che:

Abbiano i titoli richiesti;

Abbiano superato la prova scritta e quella orale con una valutazione complessiva di idoneità;

Siano in regola con il pagamento delle quote;

Abbiano sottoscritto la documentazione preliminare;

Siano stati iscritti nel Registro S.I.Co. secondo quanto previsto dalle precedenti Norme Transitorie dello Statuto e del Regolamento Interno S.I.Co.

Entro i successivi 90 giorni dal termine di ogni sessione d’esame, viene convocato un Consiglio di Amministrazione allo scopo di ratificare l’emissione degli attestati ed effettuare eventuali verifiche sulle pratiche dei candidati.

Articolo 4 – RIPETIZIONE DELL’ESAME

Il Candidato può ripetere quante volte desidera le prove scritte e la prova orale. Il superamento dell’eventuale prova scritta è sempre valida ai fini della ammissione al successivo esame orale.

Articolo 5 – RINNOVO DELLA ATTESTAZIONE di QUALITA’ E QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE E DEI SERVIZI DI COUNSELIG

Entro 90 giorni dalla data di scadenza dell’ Attestazione di Qualità (triennale) l’iscritto nel registro è tenuto a:

  • presentare richiesta scritta di rinnovo dell’ Attestazione di Qualità in carta semplice a mezzo R/R

  • aggiornare il curriculum dell’esperienza professionale, specifica ed operativa. Il documento deve essere firmato dal Candidato, datato e corredato con le dichiarazioni di eventuale convalida di quanto dichiarato firmate dai datori di lavoro (pubblici e/o privati) o dagli utenti/clienti od utilizzando delle metodologie alternative quali lettere di attestazione, contratti ecc.;

  • fornire la fotocopia degli attestati di frequenza a corsi/seminari di counseling e di aggiornamento su tematiche attinenti il counseling, frequentati negli ultimi tre anni;

  • fornire evidenza oggettiva della esperienza operativa maturata negli ultimi tre anni.

Affinché venga rinnovata l’attestazione , l’iscritto nel Registro Italiano dei Counselor S.I.Co. deve aver effettuato nel triennio:

  • avere frequentato almeno 90 ore di aggiornamento su tematiche attinenti il Counseling nel proprio ambito di intervento e/o di indirizzo, oltre ad un minimo di 30 ore di supervisione professionale;

5.2.1 Saranno riconosciuti quale aggiornamento professionale:

  • Partecipazione a Convegni scientifici o corsi relativi al proprio campo di competenza;

  • Partecipazione a corsi di aggiornamento, seminari, workshop, stage effettuati nelle scuole riconosciute da  S.I.Co. relativi al proprio ambito di specializzazione.

  • Partecipazione a corsi di aggiornamento, seminari, work shop, stage, autorizzati dal C.d.A. effettuati presso le Sedi Periferiche S.I.Co. o c/o il Centro Formazione e Aggiornamento Professionale della S.I.Co.;

  • non avere dato luogo a più di un giustificato reclamo da parte di utenti/clienti o da parte di soggetti Aziende private o pubbliche negli ultimi tre anni;

  • non avere dato luogo a più di un richiamo scritto da parte della S.I.Co. per violazioni accertate del codice di deontologia professionale;

  • non avere dato luogo a più di una sospensione della attestazione per violazioni accertate al codice di deontologia professionale e comunque per un periodo non superiore ai tre mesi.

Nel caso in cui l’iscritto al Registro non soddisfi uno dei sopraelencati requisiti, verrà convocato dal C.d.A. a sostenere nuovamente la prova orale finalizzata a verificare il mantenimento delle competenze. In funzione della documentazione presentata e dell’esito dell’eventuale ripetizione della prova orale, l’attestazione  potrà essere rinnovata per il successivo triennio, rinnovata per un solo anno, sospesa o ritirata.

Articolo 6 – SOSPENSIONE E REVOCA

6.1 Sospensione

Nei casi in cui sia esplicitamente previsto o su richiesta della Commissione d’esame, il Presidente S.I.Co., su richiesta dell’Amministratore Delegato, dispone la sospensione della attestazione. Del provvedimento e delle relative motivazioni viene dato avviso al Candidato a mezzo raccomandata pec.

Il Collegio dei Probiviri, per il tramite del Presidente, su richiesta degli interessati, si pronuncia circa la legittimità di un provvedimento di sospensione dell’attestazione emesso dal Presidente S.I.Co. Il provvedimento di sospensione può essere applicato:

  • per sanzionare violazioni del codice di deontologia professionale;

  • nel caso in cui l’iscritto al Registro Italiano Counselor non abbia presentato richiesta di rinnovo dell’Attestato di Qualità, scaduto da oltre tre mesi;

  • nel caso in cui l’iscritto al Registro non abbia corrisposto entro 90 giorni dall’avviso la quota di iscrizione; nel caso in cui il Candidato abbia presentato all’atto del rinnovo una documentazione insufficiente, o non integrata, nei giorni successivi secondo quanto richiesto dalla S.I.Co.;

  • nel caso in cui l’iscritto al Registro non sottoscriva, entro 30 giorni da quando gli sia richiesto, i documenti previsti.

La sospensione comporta per l’iscritto al Registro l’obbligo:

  • di sospendere l’impiego di qualsiasi marchio S.I.Co.;

  • l’obbligo di non qualificarsi come iscritto al Registro Italiano Counselor;

  • l’obbligo di dare avviso della avvenuta sospensione al proprio datore di lavoro, sia esso azienda pubblica, privata o singolo individuo.

Nel caso di inadempienza a quanto sopra indicato è facoltà della S.I.Co. decidere circa il raddoppio del periodo di sospensione (senza limitazioni) e la diffusione della notizia circa l’avvenuta sospensione a tutti i soggetti pubblici e privati ritenuti utili.

6.2 Revoca

Il C.d.A., su proposta motivata dell’Amministratore Delegato, delibera circa la revoca della attestazione e la cancellazione dal Registro.  Il provvedimento di revoca della attestazione e cancellazione può essere applicato:

  • per sanzionare violazioni del codice di deontologia professionale;

  • nel caso in cui l’iscritto al Registro non abbia presentata richiesta di rinnovo dell’Attestato scaduto da oltre tre mesi e non abbia successivamente provveduto entro sei mesi dalla scadenza del’Attestato, alla presentazione delle documentazioni. Il provvedimento viene attuato dopo un periodo di sospensione non inferiore ai 60 giorni e dopo 30 giorni dall’invio dell’avviso di revoca e cancellazione all’iscritto al Registro a mezzo raccomandata AR;

  • nel caso in cui l’iscritto non abbia corrisposto entro 90 giorni dall’avviso, la quota di iscrizione e non abbia successivamente provveduto entro sei mesi dalla data di emissione dell’avviso.

Il provvedimento viene attuato dopo un periodo di sospensione non inferiore ai 60 giorni e dopo 30 giorni dall’invio dell’avviso di revoca e cancellazione dell’iscritto dal Registro a mezzo pec, nel caso in cui il Candidato abbia presentato all’atto del rinnovo documentazione insufficiente, non integrata nei 60 giorni successivi secondo quanto richiesto dal C.d.A. o non abbia provveduto alla presentazione nei successivi sei mesi dalla data di scadenza dell’Attestato.

La revoca dell’attestazione  e la cancellazione dal relativo registro comporta per l’iscritto al Registro Italiano Counselor Professionisti:

l’obbligo di cessare l’impiego a qualsiasi titolo del marchio di qualità S.I.Co.; l’obbligo di non qualificarsi come iscritto al Registro Italiano Counselor;

l’obbligo di dare avviso della revoca e cancellazione al proprio datore di lavoro, sia esso azienda pubblica, privata o singolo individuo.

Nel caso di inadempienza a quanto sopra indicato è facoltà della S.I.Co. tutelare i propri interessi nelle sedi competenti, oltre che dare avviso della avvenuta revoca e cancellazione a mezzo stampa e direttamente a tutti i soggetti pubblici e privati ritenuti utili. 

Articolo 7 – RECLAMI

I reclami e i ricorsi possono essere rivolti per iscritto all’Amministratore Delegato S.I.Co. ovvero al Presidente S.I.Co.. I reclami vengono analizzati, comunque, sempre dal C.d.A. che ne risponde direttamente.

Il C.d.A. comunica al Candidato o all’iscritto al Registro l’avvenuta ricezione del reclamo indicando i tempi entro i quali sarà possibile fornire una risposta. Decorso tale termine il C.d.A. deve comunicare al Candidato o all’iscritto al Registro le motivazioni del ritardo.

Articolo 8 – RICORSI

I ricorsi contro l’operato degli Organi Proponenti (Commissione d’esame) e deliberanti l’attestazione (C.d.A. e Presidenza S.I.Co.), vengono proposti dalla parte lesa al Collegio dei Probiviri per il tramite del Presidente in carica, entro 60 giorni da quando è avvenuto il fatto. Il Collegio, sentite le parti ed acquisita l’eventuale documentazione, si pronuncia entro 60 giorni da quando il ricorso è stato presentato. Il giudizio emesso dal Collegio non è appellabile nel caso la parte lesa ritenga che siano stati violati requisiti di riconoscimento da parte della S.I.Co.

Articolo 9 – USO SCORRETTO DEGLI ATTESTATI E DEI MARCHI

L’utilizzo del marchio S.I.Co., dell’attestazione , ed i comportamenti sono regolamentati dal “Codice Deontologico S.I.Co.”. In tale documento e nel “Regolamento di Giustizia e Disciplina” sono stabilite le sanzioni da applicarsi nei casi di violazione. In particolare è proibito l’uso del marchio di qualità S.I.Co. senza formale richiesta al C.d.A., per offrire, effettuare e documentare attività diverse da quella di operatore del Counseling.

Articolo 10 – ASSICURAZIONE PER LA RESPONSABILITA’ CIVILE VERSO TERZI PROFESSIONALE (Art. 7 legge 4/2013)

Tutti gli scritti al Registro Italiano dei Counselor devono stipulare una specifica polizza assicurativa per la propria attività professionale con le caratteristiche riportate di seguito e la copia della polizza quietanzata deve essere inviata alla S.I.Co. Nazionale ogni anno. 

La polizza dovrà coprire il rischio professionale come descritto e riportare nello specifico le seguenti definizioni:

Descrizione del rischio

Responsabilità Civile verso Terzi Professionale (R.C.T.) derivante dall’esercizio della libera professione di “Counselor” svolta dagli iscritti al Registro Italiano dei Counselor della S.I.Co. nel rispetto sia delle leggi e regolamenti che la disciplinano, sia dello statuto e del regolamento interno dell’associazione professionale di categoria S.I.Co. – Società Italiana di Counseling.

L’assicurazione, oltre allo svolgimento dell’attività professionale sopra menzionata esercitata a norma di legge e regolamenti che la disciplinano, svolta sia all’interno di strutture pubbliche che private nonchè a domicilio dei clienti, comprende la responsabilità civile derivante all’assicurato:

  • dalla proprietà di fabbricati nei quali si svolge l’attività e conduzione dei locali adibiti ad uso studio professionale nonchè delle attrezzature ivi esistenti, compresi i lavori di pulizia e di ordinaria manutenzione degli stessi. Qualora tali lavori siano affidati ad impresa, la garanzia si intende prestata per il rischio committenza;

  • da fatto (colposo o doloso) di persone del cui operato debba rispondere a norma di legge.

Collaboratori e/o consulenti

Premesso che l’assicurato può avvalersi dell’opera di consulenti e/o persone in genere – non a libro paga ne in rapporto di collaborazione coodinata e continuativa e/o a progetto – si precisa che l’assicurazione comprende anche la responsabilità civile derivante all’assicurato:

  • per fatto imputabile alle suddette persone

  • per danni subiti dalle suddette persone

Massimale minimo

La copertura assicurativa dovrà prevedere un massimale minimo che viene fissato in € 1.000.000,00.

 

Regolamento dell'esame valutativo per l'iscrizione al registro

Art. 1 – Ammissione agli esami

Sono ammessi a sostenere l’esame valutativo tutti i Soci che:
– abbiano presentato formale richiesta di iscrizione al Registro;
– siano in regola con i versamenti delle quote associative;
– abbiano presentato regolare documentazione come da richiesta del Comitato di Valutazione Preliminare;
– abbiano versato la quota “una tantum” relativa ai diritti di segreteria.

Art. 2 – Criteri di svolgimento dell’Esame

Il Candidato, su convocazione del C.d.A., si dovrà presentare il giorno stabilito alle ore 8.30 munito di un documento di riconoscimento valido, per svolgere le operazioni di segreteria.
Alle ore 9,00 verranno dettati due titoli di temi con argomento “il Counseling”.
Il candidato dovrà sceglierne uno e svolgerlo in tre ore, secondo le proprie conoscenze, il proprio indirizzo, ed il proprio campo di competenza.
Alle 15,30 dello stesso giorno, il candidato si ripresenterà per discutere il proprio elaborato con i componenti la Commissione d’esame.
La Commissione esprimerà una valutazione di idoneità sul lavoro complessivo del candidato.
Al candidato sarà inviata comunicazione scritta tramite pec della valutazione dell’esame.

Art. 2.1 – La Commissione d’esame

La Commissione d’esame è costituita dal Presidente della Commissione e dai Commissari. Della Commissione d’esame fa parte, con il ruolo di Commissario e di Segretario Tecnico, l’Amministratore Delegato S.I.Co. o un suo delegato a ciò Responsabile. Tutti i membri della S.I.Co., sentiti il C.d.A., il suo Presidente e l’Amministratore Delegato, possono essere chiamati a svolgere il ruolo di Commissario d’esame, indipendentemente dalla loro iscrizione nell’elenco dei Commissari. La Commissione, per essere considerata valida ai fini dell’esame di un candidato, deve essere composta da un minimo di 2 Commissari con diritto di voto.

Art. 2.2 – Presidente della Commissione d’Esame

Il Presidente della Commissione garantisce circa il corretto svolgimento dell’esame nel rispetto della presente procedura. Concorda con l’Amministratore Delegato le modalità operative ed i dettagli relativi alla sessione d’esame. In collaborazione con gli altri Commissari d’esame e sentiti gli eventuali Consulenti della Commissione d’esame, valuta le singole prove d’esame sostenute dai Candidati ed esprime un giudizio complessivo di validità, proponendo al C.d.A. ed alla Presidenza il rilascio della attestazione.

Art. 3 – Struttura dell’esame

La valutazione delle competenze del candidato viene effettuata dalla commissione sulla base dei percorsi d’esame stabiliti dal bando d’iscrizione. All’interno del bando d’esame sono altresì definiti i contenuti e le modalità di conduzione e valutazione di ogni singola prova d’esame.

Art. 4 – Modalità di conduzione dell’esame

Nel corso dell’esame scritto devono essere sempre presenti almeno due Commissari d’esame. Non sono ammessi testi di norme, volumi, cellulari, ecc. I candidati che dovessero essere trovati in possesso di documenti, libri, norme e cellulari verranno allontanati immediatamente e la prova d’esame annullata senza alcuna possibilità di appello. Per altre infrazioni di carattere minore, il Candidato verrà richiamato formalmente una prima volta. Al ripetersi della stessa infrazione sarà allontanato e la prova d’esame annullata. Nel corso dello svolgimento della prova orale sono presenti almeno tre Commissari d’esame. Gli argomenti trattati e le prestazioni del candidato vengono registrate a cura di ogni singolo Commissario sulla propria scheda di valutazione. I punti di forza e di debolezza del candidato, vengono registrati da ogni singolo Commissario mentre il Presidente della Commissione od un suo incaricato, nel caso di più Commissioni, provvedono alle sintesi. Le prove scritte ed orali avvengono a porte chiuse. Alle stesse può essere invitato a partecipare, in qualità di Osservatore,  del Ministero della Giustizia, del Ministero della Sanità, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico, delle Associazioni dei consumatori inserite nel Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti.
I membri del C.d.A. e l’Amministratore Delegato della S.I.Co. hanno diritto ad assistere come osservatori, senza alcun preavviso, a tutte le prove di esame, relazionando circa l’esito della loro presenza al Presidente del C.d.A.. Gli atti della Commissione sono riportati in verbali o comunicazioni redatte e trasmesse all’Amministratore Delegato.

Art. 5 – Rilascio della Attestazione di Qualità e di Qualificazione dei Servizi di Counseling

Sulla base degli esiti della analisi dei titoli e delle prove d’esame, l’Amministratore Delegato sottoscrive l’attestato e lo sottopone alla firma del Presidente S.I.Co.
All’interno dell’attestazione di qualità è specificato l’ambito di intervento in cui l’iscritto al Registro ha maturato la propria esperienza specifica ed eventualmente l’indirizzo applicativo specifico, su richiesta dell’interessato. Le attività della Divisione Registro Italiano dei Counselor e della Commissione d’esame sono sottoposte al controllo ed alla sorveglianza del C.d.A.

L’attestato  può essere emesso nei confronti di quei Candidati che:

•Abbiano i titoli richiesti;
• Abbiano superato la prova scritta e quella orale con valutazione di idoneità;
• Siano in regola con il pagamento delle quote;
• Abbiano sottoscritto la documentazione preliminare.

Entro i successivi 20 giorni dal termine di ogni sessione d’esame, viene convocato un Consiglio di Amministrazione allo scopo di ratificare l’emissione degli Attestati di Qualità e di Qualificazione dei Servizi di Counseling ed effettuare eventuali verifiche sulle pratiche dei candidati.

 

Regolamento giustizia e disciplina

 

Art. 1 Finalità e responsabilità degli Iscritti alla S.I.Co.

Il socio che si rende responsabile di violazioni al Codice Deontologico o ai Regolamenti della S.I.Co. ovvero, che, in violazione dello Statuto, agisca in contrasto con i fini della S.I.Co. o per trarne vantaggi personali, è sottoposto a provvedimento disciplinare. L’ignoranza o l’errata interpretazione dello Statuto, dei Regolamenti e di tutte le altre norme emanate dagli Organi Sociali competenti non può essere invocata quale causa di giustificazione dell’illecito comportamento. Gli atti, le circolari e i comunicati ufficiali si presumono conosciuti a far data dalla loro pubblicazione sul Bollettino Ufficiale S.I.Co.
Gli Iscritti alla S.I.Co. rispondono delle infrazioni commesse a titolo di dolo o di colpa, salvo diversa disposizione. Nell’ipotesi di condanna a sanzione inibitoria di un Iscritto alla S.I.Co. questi non potrà partecipare alle attività della S.I.Co. ed avvalersi professionalmente dei titoli (attestazioni, ecc.) da questa rilasciati. L’Iscritto alla S.I.C.o.:

a) risponde direttamente del proprio operato;
b) risponde agli effetti disciplinari a titolo di responsabilità oggettiva dei fatti direttamente o indirettamente connessi allo svolgimento della propria attività professionale;
c) si presume responsabile, fino a prova contraria, degli illeciti commessi anche nei confronti di terzi.

Art. 2 Competenza e procedimento disciplinare.

Consiglio di disciplina.

Il consiglio di disciplina è formato dal Presidente della S.I.Co. da tre membri del C.d.A. e dal collegio dei Probiviri.
L’Amministratore delegato presiede il consiglio di disciplina ed ha il compito di ricevere le istanze dal Presidente o dal C.d.A., istruire la documentazione relativa e attivare il procedimento disciplinare con la convocazione del consiglio e delle parti.
Rilevata l’istanza, l’Amministratore delegato ove possibile, in fase preliminare sentito il C.d.A. presenta entro 15 gg., lettera di richiamo ad adempiere nella correttezza secondo quanto previsto dal Regolamento Interno.
Qualora questo richiamo non abbia esito, l’Amministratore delegato procederà ad istruire il procedimento disciplinare formale.
Se uno dei membri del C.d.A o del Collegio dei Probiviri è coinvolto in una azione disciplinare a suo carico non può far parte del consiglio di disciplina.

La competenza a procedere disciplinarmente è attribuita al Collegio dei Probiviri.
Il procedimento disciplinare prende avvio su istanza del Collegio dei Probiviri o su segnalazione del C.d.A..  Il Collegio dei Probiviri non può infliggere alcuna sanzione disciplinare, anche in ipotesi di sanzione automatica, senza che l’interessato sia stato preavvisato, con l’assegnazione di un termine non inferiore a 20 giorni, per esporre le proprie ragioni e formulare le proprie difese anche tramite un proprio legale di fiducia specificamente nominato per atto scritto. Il Collegio dei Probiviri, sulla scorta degli atti, convocherà le parti per la contestazione degli addebiti. Il Collegio dei Probiviri ha facoltà di sentire testimoni preavvisandone l’interessato, che ha diritto di partecipare alla loro audizione.

Art. 3 Sanzioni

Le sanzioni disciplinari sono:

a) l’ammonimento, che consiste nel diffidare l’interessato a non ricadere nella mancanza rilevata;
b) la censura, che consiste in una dichiarazione formale scritta di biasimo;
c) la sospensione, che consiste in una temporanea perdita del requisito associativo, per un periodo non inferiore al mese e non superiore all’anno;
d) la radiazione, che consiste nell’espulsione definitiva dalla S.I.Co.

Il provvedimento è stabilito in proporzione alla gravità della violazione e all’entità dei danni cagionati. Il provvedimento è adottato dal C.d.A. su decisione del Collegio dei Probiviri, il quale dovrà esprimere il proprio parere entro 90 giorni dall’attivazione del procedimento disciplinare. Nell’esercizio del suo potere discrezionale il Collegio dei Probiviri deve tener conto della gravità dell’infrazione desunta:

• dalla natura, dalla specie, dai mezzi, dall’oggetto, dal tipo, dal luogo e da ogni altra modalità dell’azione;
• dalla gravità del danno o del pericolo cagionato;
• dalla intensità del dolo o del grado di colpa;
• dalla personalità dell’incolpato, dei motivi che hanno determinato l’infrazione e dalla condotta contemporanea o susseguente al fatto;
• della eventuale recidiva.

Art. 4 Ammonimento e Censura

Possono comportare un ammonimento o una censura:

a) comportamenti contrari agli interessi della S.I.Co.
b) comportamenti deontologicamente scorretti la cui rilevanza, a giudizio dei Collegio dei Probiviri, sia di entità tale da non imputare le sanzioni della sospensione o della radiazione.

Art. 5 Sospensione

Comportano automaticamente la sospensione:

a) i casi di sospensione o divieto di esercizio di attività professionale disposti dalla legge;
b) l’interdizione temporanea dai pubblici uffici;
c) il provvedimento di rinvio a giudizio o atto equivalente per un reato connesso con l’esercizio della professione ovvero commesso in occasione dell’esercizio della professione.

In tali ipotesi, la durata della sospensione sarà pari a quella della sanzione per i casi sub a) e b) e per l’ipotesi sub c) sarà fino ad un anno salvo proroga a discrezione del C.d.A. e salvo l’immediata revoca in ipotesi di proscioglimento. Possono comportare la sospensione:

a) la condanna ad una pena inferiore a due anni se per reati dolosi o superiore a due anni se per reati colposi, ovvero ad una pena alternativa;
b) l’essere sottoposti a misura cautelare o misura di sicurezza personale;
c) l’ordinanza di convalida di fermo o dell’arresto;
d) il rinvio a giudizio o atto equivalente per reati diversi da quelli previsti nel paragrafo precedente;
e) comportamenti contrari agli interessi della S.I.Co.;
f) comportamenti deontologicamente scorretti.

Alle sentenze di condanna sono equiparate le sentenze conseguenti alla richiesta di patteggiamento della pena.

Art. 6 Radiazione

Comportano automaticamente la radiazione:

a) la dichiarazione di interdizione perpetua dai pubblici uffici;
b) la condanna per un reato connesso con l’esercizio della professione ovvero commesso in occasione dell’esercizio della professione, ad una pena detentiva superiore a due anni per reato non colposo;
c) la condanna, anche al di fuori dei casi previsti sub b);
d) il ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario;
e) l’assegnazione ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro;
f) l’assegnazione ad una casa di cura e di custodia ex Articolo 219 c.p..

Possono comportare la radiazione:

a) comportamenti gravemente contrari agli interessi della S.I.Co.;
b) comportamenti deontologici gravemente scorretti.

Alle sentenze di condanna sono equiparate le sentenze conseguenti alla richiesta di patteggiamento della pena,

Art. 7 Ricusazione/Astensione del Collegio dei Probiviri

I componenti del Collegio dei Probiviri possono essere ricusati per i motivi di cui all’Articolo 52 c.p.c. ed astenersi per medesimi motivi.

Art. 8 Prescrizione

L’azione disciplinare non cade in prescrizione per i fatti che comportano la radiazione, mentre è soggetta a prescrizione qualora, nonostante i fatti siano portati a conoscenza del C.d.A. e del Collegio dei Probiviri, il procedimento disciplinare non venisse attivato entro i seguenti termini:

• entro 4 mesi per l’avvertimento;
• entro 6 mesi per la censura;
• entro 12 mesi per la sospensione.

Art. 9 Reiscrizione

Il socio radiato dal Registro si può riiscrivere nei seguenti termini:

• trascorsi 3 anni in caso dì radiazione non automatica.
• trascorsi 4 anni in caso di radiazione automatica e, in presenza di condanna penale, quando si sia avuta successiva riabilitazione;
• trascorsi 6 anni in caso di radiazione automatica e di condanna per reato commesso con l’esercizio della professione.

Art. 10 Offesa alla dignità, al decoro ed al prestigio degli Organi Sociali

L’Iscritto alla S.I.Co. che pubblicamente, con parole, scritti od azioni lede gravemente la dignità, il decoro, il prestigio degli Organi Sociali della S.I.Co., è punito con sanzione inibitoria per un periodo non inferiore a tre mesi.

Art. 11 Rifiuto di presentazione personale e di atti

L’Iscritto alla S.I.Co. che, benché formalmente richiestogli, rifiuti di presentarsi o ometta di trasmettere atti a lui richiesti, o renda dichiarazioni mendaci, è punito con sanzione inibitoria per un periodo non inferiore a tre mesi.

Art. 12 Rifiuto di assoggettamento alle decisioni definitive degli Organi Sociali

L’Iscritto alla S.I.Co. che non si assoggetta alle decisioni disciplinari sottraendosi alla loro esecuzione, è punito, salvi i diversi effetti della inosservanza, con sanzione inibitoria per un periodo non inferiore a tre mesi,

Art. 13 Organo di Appello

Avverso il giudizio dell’Organo Giudicante è ammesso ricorso alla Corte di Appello nominata dal Consiglio di Amministrazione.

Art. 14 Collegio Arbitrale e Camera di Conciliazione

Per la soluzione di controversie che si possono presentare tra iscritti al Registro Italiano dei Counselor della S.I.Co. o tra iscritti e i propri clienti, entrambi possono richiedere la costituzione di un Collegio arbitrale dandone comunicazione a mezzo lettera raccomandata alla controparte.
La comunicazione deve determinare l’oggetto della controversia, le conclusioni che si intendono affidare al Collegio arbitrale e deve contenere l’indicazione delle generalità dell’arbitro prescelto (che deve contestualmente dichiarare di accettare l’incarico) con l’invito all’altra parte a procedere alla designazione del proprio arbitro entro il termine di venti giorni dalla data del ricevimento della comunicazione stessa.
La controparte, nell’atto di designazione del proprio arbitro che deve essere parimenti comunicato a mezzo raccomandata alla controparte (con accettazione contestuale dell’arbitro designato), può integrare l’oggetto della controversia e deve formulare le proprie conclusioni.
La parte proponente nella comunicazione di cui sopra è tenuta altresì ad indicare uno o più nomi di membri componenti il Consiglio di Amministrazione della S.I.Co. per l’incarico di Presidente del Collegio arbitrale.
Altrettanto dovrà fare la controparte in occasione dell’atto di nomina del proprio arbitro. Il Presidente della S.I.Co. provvederà alla nomina del presidente del Collegio arbitrale in caso di disaccordo fra le parti. Le funzioni di Segretario del Collegio saranno espletate da uno degli arbitri, su incarico del Presidente. Le parti possono farsi assistere da un legale o persona di fiducia munita di delega.
Il Collegio dovrà decidere sulla controversia compiendo tutti gli atti d’istruzione necessari e dovrà emettere il lodo entro 60 giorni dalla data di nomina del Presidente del Collegio.
Il lodo è deliberato a semplice maggioranza. Il dispositivo deve essere sottoscritto da tutti i componenti, è comunque valido se sottoscritto dalla maggioranza, purché si dia atto che è stato deliberato con la presenza di tutti i componenti, con l’espressa dichiarazione che l’altro non ha potuto o voluto sottoscriverlo. La motivazione deve essere depositata presso la Segreteria della S.I.Co. nei dieci giorni successivi a cura del Presidente.
L’incarico di membro del Collegio arbitrale ad eccezione del Presidente si intende conferito a titolo oneroso e le relative spese sono a carico della parte soccombente.
Il rimborso delle spese per l’eventuale legale o rappresentante della parte debbono essere richieste e quantificate in sede di conclusioni e poste nel dispositivo del lodo a carico della parte soccombente nella misura che verrà stabilita dal Collegio arbitrale.
La parte soccombente è tenuta a adempiere alle obbligazioni nel termine stabilito dal lodo o, in mancanza, nei trenta giorni successivi alla data di comunicazione del lodo.
In caso di mancata esecuzione volontaria, la parte che ne ha interesse può richiedere al Consiglio di Amministrazione di poter eseguire il lodo ricorrendo ad una camera arbitrale esterna alla S.I.Co. o alla giurisdizione ordinaria.
Nel caso in cui un cliente di un iscritto S.I.Co., richieda di derimere una controversia e si trovi in provato stato di indigenza, potrà rivolgersi direttamente al C.d.A. che provvederà ad istruire il collegio arbitrale e a sostenere le spese relative attraverso il fondo di riserva costituito a tale scopo.

Art. 15 – Revisione.

E’ ammessa in ogni tempo la revisione delle decisioni di condanna divenute irrevocabili anche se la sanzione è stata eseguita o estinta. La revisione può essere richiesta:

a) se dopo la condanna sono sopravvenute o si scoprono nuove prove che sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che il condannato deve essere prosciolto per non aver commesso il fatto o perché il fatto non sussiste;
b) se è dimostrato che la condanna fu pronunziata in conseguenza di falsità in atti o in giudizio.

La revisione può essere richiesta dal condannato o dal Procuratore. In quest’ultimo caso il Procuratore ne deve dare notizia all’interessato.

Carta dei valori e dei comportamenti

DEFINIZIONE DELLA FUNZIONE PROFESSIONALE

“Il Counselor è la figura professionale che, secondo quanto previsto dalla Società Italiana di Counseling – S.I.Co. deve affrontare  un corso di studi almeno tre anni, durante i quali apprende la teoria e la tecnica del counseling, svolge laboratori di training e tirocini pratica-esperenziali, con supervisione individuale e di gruppo.

Diventare un counselor vuol dire studiare approfonditamente le materie e le scienze umane, compiendo contemporaneamente un percorso personale per sviluppare quelle capacità necessarie ad incontrare un’altro essere umano in difficoltà ed accompagnarlo verso scelte più soddisfacenti.

La professione è denominata Counseling
Il professionista è denominato Counselor

1 PRINCIPI GENERALI

1.1 RISPETTO DELLE LEGGI E DELLA CARTA DEI VALORI E DEI COMPORTAMENTI

Il counselor si impegna ad esercitare la professione in conformità con le leggi dello Stato e nel rispetto della Carta dei Valori e dei Comportamenti.

1.2 COMPETENZA

Il counselor deve possedere una competenza dimostrabile e adeguata. A tale requisito si affiancano le competenze specifiche, che riguardano gli ambiti di specializzazione dei propri contributi nell’intervento.
La competenza del counselor si basa, oltre che sulla preparazione aggiornata, anche sull’esperienza, e si esprime nella capacità di ideare, scegliere, adottare, utilizzare le teorie, i metodi, le tecniche più adeguate alle esigenze specifiche dei committenti e degli utenti. Il counselor accetta gli incarichi professionali di propria competenza, per i quali é in grado di garantire una realizzazione di qualità elevata.

1.3 AGGIORNAMENTO

Il counselor in quanto agente di cultura si impegna al continuo miglioramento della propria competenza, aggiornandosi sistematicamente sulle innovazioni della disciplina in cui é specializzato e sugli sviluppi delle metodologie, degli strumenti, delle conoscenze connesse al counseling.

1.4 DIGNITA E DECORO PROFESSIONALE

Il comportamento del counselor è improntato a dignità e a decoro professionale nell’atteggiamento, nel linguaggio e nell’immagine personale. Il counselor é consapevole di rappresentare la famiglia professionale e ne tutela l’immagine.

1.5 RISERVATEZZA

Il counselor mantiene il segreto professionale rispetto a tutte, le informazioni di carattere riservato di cui viene a conoscenza in ragione del suo ruolo e stato riguardanti il committente, gli utenti, gli altri operatori del counseling, la S.I.Co. e qualunque altro soggetto che entri nel rapporto professionale.

1.6 CORRETTEZZA

Il counselor imposta ogni rapporto professionale al rispetto, alla correttezza, alla liceità, alla trasparenza, all’onesta e non approfitta in alcun caso della propria particolare posizione di influenza.

1.7 CONCORRENZA LEALE

IL counselor promuove la propria attività presentando in modo corretto, accurato ed onesto il proprio profilo professionale. Se riveste cariche pubbliche, non se ne avvale a scopo di indebito vantaggio personale.

2. RAPPORTO CON IL COMMITTENTE

L’accettazione dell’incarico deve essere preceduta da una valutazione delle richieste pervenute.
Il counselor sviluppa ogni fase dell’intervento sentendosi professionalmente ed eticamente impegnato al raggiungimento degli obiettivi concordati, suggerendo il monitoraggio e la verifica del risultati.
L’offerta della professionalità del counselor specifica obbiettivi, contenuti, modalità e destinatari dell’intervento, suggerendo parametri che consentano di valutarne i risultati.

2.1 COMMITTENTI IN CONCORRENZA

L’accettazione di incarichi contemporanei per conto di soggetti concorrenti é subordinata al consenso dei committenti in causa, anticipatamente informati dell’eventualità.

2.2 PROGETTAZIONE

Nella fase di progettazione dell’intervento, la scelta di contenuti, modelli, metodi deve essere guidata dai criteri di utilità e adeguatezza al contesto. Si devono omettere teorie e tecniche controindicate per le peculiarità del contesto generale o per mancanza di specifiche conoscenze sul contesto degli utenti.

2.3 ATTUAZIONE DELL’INTERVENTO

Il counselor si impegna a realizzare il programma professionale, a prestare un servizio efficiente ed efficace, a tenere informato il committente/utente nel corso dell’intervento, a concordare sostanziali modifiche nel caso tali modifiche si rivelino opportune.

2.4 CITAZIONI

Il counselor è tenuto alla riservatezza rispetto a tutte le informazioni apprese durante l’esercizio della professione. Solo previo consenso del datore di lavoro, committente o utente, egli può citare i contenuti dell’intervento e gli utenti coinvolti.

3. RAPPORTO CON I DESTINATARI DELL’AZIONE DEL COUNSELOR

Il counselor imposta il rapporto con gli utenti prestando costante attenzione alle loro esigenze, mantenendo un atteggiamento di rispetto, scambio, apertura, arricchimento reciproco, disponibilità e sincero interessamento.

3.1 TRASPARENZA

Il counselor ha l’obbligo, qualora sia possibile, di informare gli utenti rispetto a obiettivi, contenuti e modalità.

3.2 RISERVATEZZA

Il counselor mantiene il segreto professionale sulle informazioni di carattere confidenziale ricevute nella relazione con gli utenti.

3.3 RISPETTO

Il counselor rispetta e fa rispettare ogni singolo all’interno del gruppo degli utenti; non opera discriminazioni di sorta, tenendo in considerazione opinioni e credenze anche differenti dal suo sistema di valori. Egli si astiene da commenti personali in assenza degli interessati e non incoraggia pettegolezzi di qualsiasi natura.

4. RAPPORTO CON I COLLEGHI

I rapporti tra operatori del counseling sono improntati allo spirito di comune appartenenza alla famiglia professionale, con collaborazione e disponibilità.
Nello svolgimento di un incarico comune, il counselor si impegna a condividere le informazioni possedute e a coordinare il proprio con l’altrui intervento e in genere si astiene da critiche denigratorie e da forme di concorrenza sleale nel confronti dei colleghi.

4.1 SEGNALAZIONI

Le segnalazioni al committente/utente di colleghi più idonei all’incarico o le indicazioni ai colleghi di potenziali committenti sono da considerarsi gesti di cortesia, salvo espliciti accordi diversi.

4.2 RICONOSCIMENTO DEI CONTRIBUTI INTELLETTUALI

Il counselor, nello svolgimento della sua attività, deve documentare e riconoscere i contributi di autori e colleghi utilizzati pubblicamente, citandone formalmente la fonte, rispettandone le proprietà intellettuali e materiali.

 

Codice deontologico

PREMESSA

La S.I.Co. adotta un codice di etica e deontologia professionale e non soltanto un codice deontologico, perché ritiene che un counselor, per definirsi tale, debba aver acquisito un comportamento etico che garantisca un corretto rapporto con i clienti, con i colleghi e con ogni altro professionista e abbia nella vita privata un comportamento consono alla professione.

Il presente codice pertanto è da intendersi come un punto di riferimento per la propria autoregolamentazione e come strumento in difesa dell’utenza, che potrà in ogni momento farvi ricorso.

Per la tutela di ogni cittadino esistono delle leggi proprie del vivere civile e specifiche di ogni cultura alle quali il Counselor dovrà fare riferimento a seconda della nazione in cui opera.

Per tutto ciò che è violazione a leggi dei singoli stati la S.I.Co. rimanda alla legislazione vigente.

Il counseling è un’attività professionale, basata su abilità comunicative e interpersonali, finalizzate a facilitare il cliente nella risoluzione di uno specifico problema o nella presa di decisione. Il cliente può essere identificato nella persona, nella coppia, nella famiglia o nel gruppo.

Operativamente il counseling si impegna a favorire la riorganizzazione di capacità, risorse e competenze già possedute dal cliente, facilitandogli un percorso di vita verso obiettivi possibili e realizzabili.

Si svolge attraverso colloqui gestiti con le metodologie che caratterizzano la specifica formazione di ciascun professionista che non si pone, in alcun caso, nella posizione di superiorità dell’esperto.

 

Abilità di Counseling

Sono la capacità di applicare le conoscenze relative alla comunicazione e alla gestione dei rapporti umani proprie della relazione di counseling.

Dette capacità, acquisite col sapere e con la pratica formativa propria del counseling, fanno parte del professionista e della persona, che potrà impiegarle trasversalmente sia in ambiti personali che in altre categorie professionali.

——–.——–

 

Articolo 1

Il Counselor iscritto al Registro Italiano dei Counselor depositato presso la S.I.Co. Nazionale è Socio S.I.Co.; si impegna pertanto ad accettare e rispettare lo Statuto, il Regolamento e le norme riportate nel Codice di Etica e di Deontologia Professionale di seguito riportate.

 

Articolo 2

L’inosservanza delle norme contenute nel presente codice dà adito al possibile allontanamento del Socio Counselor secondo quanto previsto dall’Articolo 8 dello Statuto dell’Associazione e del Regolamento Interno.

 

Articolo 3

Il comportamento del counselor deve essere consono al decoro ed alla dignità della professione che rappresenta. Costituisce illecito deontologico:

  1. Ogni violazione dolosa al codice penale.

  2. Ogni tipo di abuso della propria posizione professionale.

  3. Qualunque comportamento che comprometta l’immagine della categoria professionale.

 

Articolo 4

Il counselor si impegna:

  1. Ad operare nel proprio ambito di competenza per il quale ha ricevuto adeguata formazione.

  2. A mantenere un aggiornamento permanente nella propria area di competenza.

  3. A far riferimento costante a sistemi di supervisione a garanzia delle persone con le quali si relazionerà.

 

Articolo 5

Il counselor rispetta rigorosamente le opinioni ed i valori del. A sua volta è libero di non collaborare verso obiettivi che contrastino con le proprie convinzioni etiche, pur impegnandosi, ove possibile, ad informare ed indirizzare verso chi possa aiutarlo a perseguire il suo obiettivo.

 

Articolo 6

Il counselor ha l’obbligo di indirizzare la persona quando necessario, perché non di sua competenza, ad altri professionisti.

  

Articolo 7

Nella promozione della propria professionalità il counselor userà sempre comportamenti eticamente corretti.

Costituisce illecito deontologico:

  1. Fare dichiarazioni mendaci relativamente alla propria formazione professionale.

  2. Millantare in relazione alle proprie capacità professionali.

  3. Fare uso di titoli riservati ad altre categorie professionali.

  4. Fare dichiarazioni mendaci nei confronti di ogni altro tipo di professionista.

  5. Ogni tipo di artificio riconducibile al concetto di “concorrenza sleale” o di “pubblicità ingannevole”.

 

Articolo 8

Il rapporto professionale ha carattere contrattuale; counselor e cliente hanno reciproci diritti e doveri.

Il counselor ha la discrezionalità accettare di intraprendere un percorso di counseling con il cliente.

Gli accordi sulle modalità degli incontri e il contratto economico devono sempre essere pattuito in modo chiaro e sottoscritto.

Costituisce illecito deontologico:

  1. Il rifiuto o l’interruzione del rapporto che non siano accompagnati dalle necessarie cautele per evitare disagi al cliente.

  2. Ogni tipo di illecito rilevabile legalmente relativo alla parcella.

 

Articolo 9

Riconoscendo l’elevato ruolo sociale rappresentato dal counselor gli è fatta raccomandazione, qualora se ne presentasse la necessità, di prestare il proprio intervento gratuito o con parcella simbolica, nei confronti di alcune persone in difficoltà economiche.

 

Articolo 10

A seguito del proprio livello di competenza e di ambito di intervento, il counselor è tenuto a non prolungare il proprio intervento che si sia dimostrato inefficace e suggerire, ove possibile, altro tipo di intervento professionale.

 

Articolo 11

E’ vietato avere rapporti professionali di counseling con persone con le quali si abbia un rapporto di parentela, relazioni affettive e/o sessuali. Fatto salvo il fornire informazioni riguardanti la professione o orientamento.

 

Articolo 12

Il counselor in ogni campo operante è tenuto al segreto professionale su tutto ciò che gli viene confidato o di cui viene a conoscenza in forma diretta o indiretta, verbalmente o con ogni altro mezzo, ivi compresa l’esistenza o meno del percorso professionale di counseling.

Deve mantenere la riservatezza sulle prestazioni professionali, sia per quanto riguarda i contenuti, sia relativamente all’esistenza della stessa prestazione professionale, anche dopo la fine della stessa. La morte del cliente non esime dal segreto professionale.

 

Articolo 13

Il counselor deve garantire che il segreto professionale sia esteso a tutte le persone che per loro condizione, stato o ufficio sono in contatto con il counselor e possono in qualsiasi modo avere accesso al segreto professionale.

Il Counselor dovrà avere cura che tutta la documentazione e informazioni sul cliente in forma cartacea o tramite altro mezzo informatico, compresi mezzi di comunicazione e reti informatiche, siano custoditi e non accessibili a terzi, in luoghi non accessibili per i dati su supporti fisici e le informazioni virtuali protette da chiavi di accesso.

Il Counselor deve predisporre in modo tale che in caso di impedimento o a seguito della propria morte il materiale coperto da segreto professionale sia affidato ad un collega, ovvero ad un congiunto, con precise istruzioni in merito.

Quanto sopra deve far riferimento ed essere in accordo con la normativa sulla Privacy GPDR vigente che il counselor si impegna a conoscere.

 

Articolo 14

La rivelazione del segreto professionale è consentita solo con il consenso scritto o comunque reso ufficiale dal cliente, preventivamente informato sulla opportunità o meno della rivelazione stessa, purché non violi la riservatezza di altre persone.

 

Articolo 15

La dichiarazione è lecita solo se richiesta dall’utente e nei casi previsti per legge.

A tale riguardo il Counselor è tenuto a mettere al corrente il cliente del dovere di testimonianza giudiziale.

Nella dichiarazione il Counselor attesterà solo in riferimento ad obiettivi di competenza tecnica che abbia direttamente constatato e in totale aderenza con la realtà.

Nel caso di informazioni riferite sarà tenuto a citarne la fonte, separando la propria responsabilità da quella della fonte.

 

Articolo 16

Il minore ha diritto al mantenimento del segreto professionale nei confronti di chi esercita la responsabilità genitoriale.

Fermo restando la necessità di un consenso esplicito e sottoscritto fornito da almeno uno dei genitori e la necessità di informazione nei confronti dell’altro genitore non sottoscrivente.

Se il segreto può esporre il minore ad un rischio grave che egli non sia in grado di affrontare da solo, il counselor potrà segnalare la situazione a chi esercita la responsabilità genitoriale con il massimo di salvaguardia possibile dei dati ricevuti in segreto ed avendone preventivamente informato il minore.

 

Articolo 17

I counselor impegnati per loro competenza in attività di tipo educativo devono presentarle come rivolte alla maturazione di valori esistenziali in un ambito pluralistico e nelle regole del rispetto reciproco. Terranno inoltre presente che l’ambito educativo e quello dell’informazione non sono reciprocamente assimilabili né si escludono a vicenda.

 

Articolo 18

Il diritto dell’autodeterminazione del cliente, anche se minorenne, è attuabile nell’educazione mediante l’opera di orientamento-promozione del counselor. Pertanto i counselor coinvolti in attività educative tenderanno a promuovere la responsabilità e le scelte personali degli utenti e non a determinarle dall’esterno. In caso di conflitto tra esigenze oggettive della cultura e diritti pedagogici propri dell’educando, il counselor educatore opera a favore dell’educando.

 

Articolo 19

L’esercizio della professione di counselor è fondato sulla libertà e sull’indipendenza dei singoli quali loro diritti inalienabili. Di conseguenza, sia per i counselor liberi professionisti che per i dipendenti e/o convenzionati, è considerato diritto inalienabile astenersi da interventi che contrastino le proprie convinzioni etiche, a meno che non vi sia immediato pericolo di vita del cliente.

L’obiezione di coscienza può esprimersi sia verso gli obiettivi richiesti dal cliente, che verso i programmi dell’ente di riferimento, pubblico o privato, che il counselor ritenga per sé inaccettabili.

 

Articolo 20

Il counselor che instaura un rapporto di dipendenza, convenzione o collaborazione a vario titolo con operatori ed istituzioni, enti, associazioni e società di qualsiasi tipo, manterrà il rispetto del diritto di libertà ed indipendenza professionale che gli competono secondo il proprio ambito di competenza. Può chiedere l’intervento dell’Associazione qualora gli vengano richiesti comportamenti in contrasto con le norme del presente codice.

 

Regolamento amministrativo

La quota associativa ha valore dal I° Gennaio al 31 Dicembre e viene fissata ogni anno su proposta del C.d.A. e deliberata dall’assemblea generale.

La prima iscrizione, in qualsiasi momento venga effettuata, scade il 31 Dicembre dell’anno in corso, salvo quelle effettuate dopo il 15 Novembre che scadranno il 31 Dicembre dell’anno successivo.

Essendo la quota associativa elemento costituente la conferma dell’iscrizione al Registro Italiano dei Counselor, oltre ad essere relativa al proprio livello, dovrà essere accreditata sul conto corrente S.I.Co. in termine temporale definito entro il 28 febbraio dell’anno in corso.

Ai sensi dell’art. 7 Legge 14 gennaio 2013, n. 4, l’obbligo di versare il contributo di iscrizione all’Associazione,  matura dal 1° gennaio al 28 febbraio di ogni anno per ciascun iscritto, a prescindere dal concreto svolgimento della professione.

Dopo tale data, sarà applicata una indennità supplettiva per ritardato pagamento pari al 20% sulla quota dovuta e  l’iscrizione al Registro Italiano dei Counselor, e la relativa tutela professionale verrà sospesa fino alla regolarizzazione.

Modalità pagamento:
c/c postale n. 756007 intestato S.I.Co. Società Italiana di Counseling
Bonifico bancario IBAN: IT73D0760103200000000756007  intestato S.I.Co. –  Società Italiana di Counseling

 

Documentazione da produrre finalizzata all’Iscrizione Registro Italiano dei Counselor

I counselor, che hanno seguito una formazione professionale specifica o assimilabile alla professione di Counselor, possono fare domanda di iscrizione al Registro Italiano dei Counselor depositato presso la sede Nazionale della S.I.Co., in base alle seguenti modalità:
– Inviare domanda di iscrizione – Mod. A/20 – in originale (stampabile anche dal menù – Modulistica) allegando:
1) Curriculum vitae europeo;
2) Fotocopia fronte e retro documento di identità e codice fiscale;
3) Diploma scuola media superiore quinquennale, o laurea;
4) Informativa sulla privacy in originale (stampabile anche dal menù – Modulistica)
5) Copia della ricevuta del versamento della quota associativa – inserendo nella causale anno di riferimento
6) Diploma triennale di counseling (minimo 375 ore di formazione in aula);
7) Programma dettagliato del corso;
8) Attestazione delle ore di percorso personale (min. 50 ore individuale o 25 ore individuale + 50 ore di gruppo o min. 100 ore gruppo);
9) Attestazione della supervisione didattica (min. 70 ore);
10) Attestazione del tirocinio (min. 150 ore) se già completato, altrimenti si può sostenere comunque l’esame e completarlo successivamente.
La suddetta documentazione può essere presentata in fotocopia.  Per quanto riguarda la documentazione ai punti 7,8,9,  la Scuola di Counseling frequentata può emettere una dichiarazione unica originale, nel quale si evince tutto il percorso formativo dell’allievo.
Importante: si fa presente che la documentazione richiesta dovrà essere obbligatoriamente accompagnata dal Modello RA/20  Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in bollo e in originale (stampabile anche menù – Modulistica).
Una Commissione preposta verifica la documentazione presentata e dà l’Ok per la convocazione all’esame.
Al richiedente viene inviata la Convocazione a sostenere l’esame, unitamente al bando e copia del regolamento. Al ricevimento della stessa dovrà versare una quota “una tantum”- diritti di segreteria.
Superato l’esame il C.d.A. provvederà alla relativa iscrizione del socio nel Registro Italiano dei Counselor e verrà inviata polizza assicurativa da compilare e restituire con allegato la ricevuta dell’avvenuto pagamento.
Qualora si disponesse di una – propria – è sufficiente inviare copia dell’originale della polizza, sulla quale è esplicitamente citato il Rischio Professionale nella professione di Counselor.
Il Socio iscritto al Registro Italiano Counselor riceverà l’Attestato di Qualità e di Qualificazione Professionale dei Servizi Prestati di Counseling , con evidenziato il livello di “PROFESSIONAL COUNSELOR”., il/i proprio/i ambito/e l’indirizzo del proprio orientamento teorico e su richiesta a parte l’Attestato Originale.

 

Documentazione per l’Iscrizione al Registro Italiano dei Counselor provenienti da altra associazione

L’iter da seguire è lo stesso a quello sopra elencato, oltre ai documenti richiesti è necessario presentare anche l’attestato emesso dall’associazione di provenienza nella quale si evince l’iscrizione presso la stessa (superamento dell’esame professionale presso la stessa).
Una Commissione preposta verifica la documentazione presentata e dà l’Ok per la convocazione all’esame.
Al richiedente viene inviata la Convocazione a sostenere l’esame solo orale, unitamente al bando e copia del regolamento.
Al ricevimento della stessa dovrà versare una quota “una tantum”- diritti di segreteria.
Superato l’esame il C.d.A. provvederà alla relativa iscrizione del socio nel Registro Italiano dei Counselor e verrà inviata polizza assicurativa da compilare e restituire con allegato la ricevuta dell’avvenuto pagamento.
Qualora si disponesse di una – propria – è sufficiente inviare copia dell’originale della polizza,sulla quale è esplicitamente citato il Rischio Professionale nella professione di Counselor.
Il Socio iscritto al Registro Italiano Counselor riceverà l’Attestato di Qualità e di Qualificazione Professionale dei Servizi Prestati di Counseling, con evidenziato il livello di “PROFESSIONAL COUNSELOR”, il proprio ambito, l’indirizzo del proprio orientamento teorico e su richiesta a parte l’Attestato Originale.

 

Criteri di riconoscimento scuole e istitutti di formazione

Le scuole che intendono chiedere il riconoscimento presso la S.I.Co., devono far pervenire al C.d.A. la domanda di Iscrizione (Mod. S/20) allegando:

1 – Copia dello Statuto e Atto Costitutivo;
2 – codice fiscale e partita IVA;
3 – Informativa sulla Privacy (stampabile anche dal sito – area modulistica)
4 – Modello S-01/20 – Struttura per la verifica programmi di studio (stampabile anche dal sito – area modulistica);
5 – Curriculum Vitae Direttore/Docenti. – work in progress
6 – Stampati e depliant usati per la divulgazione tra il pubblico;
7 – Titoli delle pubblicazioni scientifiche prodotte. (Se possibile inviare una copia per la costituzione di una Biblioteca nazionale a disposizione dei Soci).
8 – Copia del pagamento quota associativa.

Le scuole/istituti di formazione devono essere iscritte o come ditta individuale o come società o come associazione, con regolare partita IVA o Codice Fiscale.

La scuola/istituto di formazione deve, qualora non lo abbia già fatto, pubblicare l’elenco aggiornato dei docenti addetti alla formazione, con impegno, nei confronti della S.I.Co., di comunicazione e aggiornamento entro trenta giorni di eventuali variazioni temporanee e/o definitive.

Le scuole/istituti di formazione che intendono chiedere il riconoscimento presso la S.I.Co. devono adeguare il loro iter formativo ai seguenti criteri minimi per la garanzia di una adeguata preparazione professionale degli allievi.

La scuola/istituto di formazione deve presentare il programma di studi generale  e uno dettagliato per ogni anno: materie, ore per ogni materia, docenti delle varie materie. Modello S-01/20

Il corso deve essere strutturato su tre anni con un monte ore minimo ripartito nel seguente modo:
– Le ore di lezione si intendono di 60 minuti.
– Le 375 ore di aula si intendono di teoria interattiva.
– Eventuali esercitazioni vanno conteggiate a parte.
– La frequenza è obbligatoria.
– Le assenze debbono essere recuperate, oppure occorre aumentare le ore totali della scuola in modo tale che ogni allievo effettui il minimo delle ore obbligatorie comprese le assenze.
Esempio: se non si intende far recuperare le assenze, accettando il 20% di assenze, le ore minime di formazione dovranno essere 375 da 60’

Fermo restando l’orientamento teorico della singola scuola/istituto di formazione, è opportuno siano trattati tra gli argomenti di formazione in counseling, sia concetti sistemici che allarghino la visione dell’intervento di counseling, sia concetti rogersiani per migliorare l’ascolto del cliente.

La S.I.Co. per definire l’intervento di counseling, fa riferimento ai contenuti del testo di Rollo May “L’arte del counseling” Ed. Astrolabio ed ai criteri formativi internazionali.

9 – Fondamenti di etica e deontologia professionale.

10-  Il percorso di sviluppo personale dovrà essere scelto dalla scuola/istituto di formazione tra:
a – percorso personale individuale minimo 50 ore dovrà essere effettuato da un Supervisor Counselor S.I.Co. (link)
b – percorso personale di gruppo minimo 100 ore dovrà essere effettuato con  con un Supervisor Counselor S.I.Co. (link) 
c – Percorso personale misto minimo 25 ore individuale più un percorso di gruppo da 50 ore e dovrà essere effettuato con  un Supervisor Counselor S.I.Co. (link) 
Inoltre le scuole sono tenute a proporre:
– aggiornamenti professionali
– supervisioni
– corsi di specializzazione
– corsi di formazione
– corsi di supervisioni.

11 Supervisione didattica. (min. 70 ore)

La supervisione didattica deve essere effettuata all’interno della scuola/istituto di formazione, deve essere di minimo 70 ore ed essere condotta da un Supervisor Counselor S.I.Co. (link) 

12 Tirocinio: work in progress

 

Per le scuole/istituti di formazione ad indirizzo “Naturopatico” vedesi Specifiche di riferimento per Scuole di Counseling in Naturopatia – work in progress

 

Ambiti di intervento del counseling

COMUNITA’
Ambito scolastico – Counseling psicopedagogico (in possesso di laurea o in psicologia o pedagogia). Gli interventi di Counseling tendono all’agevolazione della relazione insegnante-studente; insegnante-genitori; insegnante e altre figure professionali.

Ambito: orientamento scolastico e professionale – Counseling psicopedagogico in possesso di (laurea o in psicologia o pedagogia). Counseling relativo al sostegno per la scelta professionale e scolastica.

Ambito spirituale – Counseling spirituale. E’ il sostegno operato da personale laico o religioso relativo a crisi spirituali. (sono previste diverse specifiche a seconda delle religioni: Counseling spirituale cattolico – protestante – buddista – …)

Ambito comunitario – Counseling di comunità. Si interessa delle relazioni all’interno di comunità regolarmente costituite, con specificità di intervento all’interno delle stesse.
(Es. Animatore di comunità, operatore nel settore delle tossicodipendenze, ecc.)

Ambito interculturale
– Counseling interculturale. Si rivolge a persone (individui, gruppi, famiglie o comunità) appartenenti a gruppi minoritari con l’obiettivo di favorirne l’inserimento, l’adattamento e l’integrazione, oltre ad agevolarne e migliorarne la relazione interpersonale.

– Counseling nella mediazione interculturale. Si occupa della mediazione tra culture differenti a favore di individui o gruppi che gravitano all’interno di strutture organizzate (servizi, scuole, ospedali, cliniche ecc.) per una adeguata integrazione interculturale e di interventi transculturali.

Ambito famigliare – Counseling nella mediazione famigliare. Si occupa della mediazione di conflitti generati all’interno di nuclei famigliari comunque costituiti.

LAVORO
Ambito aziendale – Counseling aziendale. Ha la finalità di favorire un miglior dialogo tra le organizzazioni interne all’azienda e di agevolare la relazione interpersonale verso la valorizzazione delle risorse umane nei vari contesti lavorativi.

Ambito socio-lavorativo – Counseling operato all’interno di contesti lavorativi. Ha la finalità di sostenere il personale nei rapporti all’interno delle organizzazioni lavorative.

SOCIO-SANITARIO
Ambito artistico – Art Counseling. Agevola il ben-essere dell’individuo attraverso vie forme dell’arte: musica, teatro, poesia, danza, pittura, altre forme creative.

Ambito filosofico – Counseling filosofico. Di esclusiva competenza di filosofi, si propone di utilizzare il metodo filosofico o la conoscenza filosofica per la risoluzione o l’indagine di problemi dell’ esistenza non patologici.

Ambito esistenziale – Counseling esistenziale. Considerato come tipo di counseling filosofico, utilizza come principale riferimento teorico e metodologico la filosofia ed i filosofi esistenzialisti.

Ambito legale
– Counseling giuridico. Si occupa della possibile soluzione dei conflitti nell’ambito giudiziario.
– Counseling nella mediazione penale. Si occupa della mediazione tra autore e la vittima del reato.

Ambito medico – Counseling medico. Di esclusiva competenza del medico, facilita la comunicazione nella relazione di cura; prevede inoltre diagnosi fisica, esami specialistici, prescrizione di farmaci, ricovero, ecc.

Ambito naturopatico – Counseling naturopatico. Di competenza di professionisti iscritti come “Counselor in naturopatia” prevede un counseling con supporto naturopatico.

Ambito On line – Counseling effettuato “on line” con mezzi telematici. Assistenza ad ogni individuo che possa trovarsi di fronte a momenti di incertezza nel proprio percorso di vita  per il quale esprime una richiesta  generalizzata, attraverso mezzi telematici ed Internet.
I mezzi utilizzati possono essere e-mail, skype, ecc. Esclusivamente se provvisti di sistemi di garanzia e riservatezza in base al D.L. 30 Giugno 2003 n. 196.
Ha il compito di accogliere la persona, indirizzandola, quando necessario, verso un rapporto interpersonale diretto, una visita specialistica o una terapia più specifica.

Ambito ospedaliero – Counseling socio-sanitario. Si occupa della relazione medico-paziente; personale ospedaliero-paziente; personale con le varie figure professionali di riferimento.

Ambito privato – Counselor “Agevolatore nella comunicazione”. Ha il compito di sostenere la persona, indirizzandola, quando necessario, verso una visita specialistica o una terapia più specifica .

Ambito psicologico – Counseling psicologico. Di esclusiva competenza dello psicologo, oppure del  laureato in psicologia (vecchio ordinamento) o Scienze e tecniche psicologiche o laurea magistrale in pisicologia senza iscrizione all’Albo degli Psicologi ma con iscrizione al Registro Italiano dei Counselor S.I.Co. e prevede una relazione con attività di supporto, orientamento, diagnosi, prevenzione, riabilitazione.

Ambito psico-comportamentale – Counseling psico-comportamentale . Di esclusiva competenza dello psicologo, oppure del  laureato in psicologia (vecchio ordinamento) o Scienze e tecniche psicologiche o laurea magistrale in pisicologia senza iscrizione all’Albo degli Psicologi ma con iscrizione al Registro Italiano dei Counselor S.I.Co. e prevede una relazione con attività di supporto, orientamento, diagnosi, prevenzione, riabilitazione, con specializzazione o master in comportamento socio-umanistico o comportamentale.

Ambito sessuologico
– Counseling nella relazione di coppia. Tende ad una agevolazione della relazione di coppia;
– Counseling nella relazione di intimità. Tende ad una agevolazione di lievi difficoltà dell’intimità, propri della sfera sessuale.

Ambito stati avanzati di malattia – Counseling negli stati avanzati di malattia (cancro, HIV). Counseling di accompagnamento alla morte.

Ambito sociale – Counseling socio-analitico. Di competenza di sociologi o assistenti sociali, prevede l’intervento su singoli individui o gruppi analizzando in un’ottica dinamica le relazioni tra individuo e società.

Ambito traumatico, dell’emergenza e delle catastrofi – Counseling traumatico, dell’emergenza e delle catastrofi. Fa riferimento a specifici interventi altamente specialistici a sostegno di individui o gruppi che abbiano subito traumi o siano stati coinvolti in catastrofi o situazioni di grave emergenza e a tutti gli operatori che intervengono nelle fasi di soccorso.

Ambito sociale pedagogico-riabilitativo – Counseling pedagogico-riabilitativo. Si occupa di assistenza, reinserimento e riabilitazione di soggetti singoli o gruppi con precedenti penali (o in varie forme di crimine) e/o con soggiorni in case circondariali o similari.

Ambito socio-assistenziale – Counseling telefonico. Assistenza, prevalentemente effettuata da strutture sociali organizzate, ad ogni individuo che possa trovarsi di fronte ad una sofferenza emergente non identificata per il quale esprime una richiesta di aiuto generalizzata, volendo, però, rimanere nell’anonimato. Ha il compito di accogliere la persona, indirizzandola, quando necessario, verso una visita specialistica o una terapia più specifica.

Ambito sportivo – Counseling effettuato negli ambiti sportivi. Assistenza, agevolazione, , nell’inserimento di gruppo o individuale relativo alla prestazione sportiva o all’attività ginnica.