UTENTI

Definizione di “Counseling” e “Abilità di Counseling” S.I.Co.

Counseling

Il counseling è un’attività professionale, basata su abilità comunicative e interpersonali, finalizzate a facilitare il cliente nella risoluzione di uno specifico problema o nella  presa di decisione. Il cliente può essere identificato nella persona, nella coppia, nella famiglia o nel gruppo.
Operativamente il counseling si impegna a favorire la riorganizzazione di capacità, risorse e competenze già possedute dal cliente, facilitandogli un percorso di vita verso obiettivi possibili e realizzabili.
Si svolge attraverso colloqui gestiti con le metodologie che caratterizzano la specifica formazione di ciascun professionista che non si pone, in alcun caso, nella posizione di superiorità dell’esperto.
 

Abilità di Counseling

Sono la capacità di applicare le conoscenze relative alla comunicazione e alla gestione dei rapporti umani proprie della relazione di counseling.
Dette capacità, acquisite col sapere e con la pratica formativa propria del counseling, fanno parte del professionista e della persona, che potrà impiegarle trasversalmente sia in ambiti personali che in altre categorie professionali.

Sportello Utente

A tutela del cittadino-consumatore e ai sensi dell’art. 2, comma 4, della Legge 14 gennaio 2013, n° 4  Disposizioni in materia di professioni non organizzate, S.I.Co. – Società Italiana di Counseling ha attivato uno Sportello Utente, ai sensi dell’art. 27-ter del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.

In questo spazio ogni persona che ha avuto un rapporto professionale con counselor, o in particolare con un Counselor iscritto al Registro Italiano dei Counselor S.I.Co., può rivolgersi in caso di contenzioso con i singoli professionisti oppure per ottenere informazioni relative all’attività professionale in generale.

Relativamente ai Conselor iscritti al Registro Italiano dei Counselor S.I.Co., il C.d.A. interverrà secondo quanto previsto dallo Statuto dell’Associazione di Categoria ed in base al codice di etica e di deontologia professionale.

Lo sportello utente è attivo presso la Segreteria S.I.Co. Società Italiana di Counseling – Viale della Grande Muraglia n. 145 – 00144 Roma (Rm).

Ogni cittadino, consumatore o interessato può rivolgersi allo sportello nelle seguenti modalità:

 – attraverso l’indirizzo eMail: counseling.sicoitalia@gmail.com

 – attraverso linea telefonica dedicata: 3246115339.

 – Inviando comunicazione scritta a

S.I.Co. Società Italiana di Counseling – Viale della Grande Muraglia n. 145 – 00144 Roma (RM)

 

Attenzione: questa è una presa di contatto formale. Perciò sono richiesti i dati personali, che saranno trattati secondo la legge 675/96 e GDPR 679/2016 sulla tutela della privacy. L’eventuale cancellazione dei dati da parte dell’interessato può essere richiesta in qualsiasi momento alla S.I.Co. Nazionale, responsabile della conservazione di tali dati.

A chi rivolgersi

Durante il corso della nostra vita può essere accaduto di aver sentito il bisogno di rivolgerci a qualcuno che ci potesse aiutare a risolvere delle difficoltà o ad uscire da un momento di confusione.
Un Counselor Certificato S.I.Co. possiede le competenze professionali per poter rispondere a questo bisogno.
La S.I.Co. garantisce, attraverso un periodico controllo, che i propri iscritti mantengano una elevata competenza professionale e siano in regola con le normative nazionali relative alla professione del Counseling.

Tutela del consumatore

Gli iscritti nel Registro Italiano dei Counselor S.I.Co. sono professionisti in possesso di competenze e conoscenze specifiche per le quali hanno ottenuto l’Attestato di Qualità e di Qualificazione Professionale dei Servizi di Counseling, rilasciato ai sensi dell’art. 4 della L.4/2013.

Ogni iscritto ha accettato e condiviso il rispetto del Codice di Etica e Deontologia Professionale, Carta dei Valori e dei Comportamenti e Regolamenti S.I.Co, come previsto dalla Legge 14 gennaio 2013, n. 4.

S.I.Co. Società Italiana di Counseling a tutela dei consumatori, ha aperto inoltre un sportello per gli utenti, presso il quale gli utenti possono rivolgersi sia per richiedere informazioni sulla professione e formazione dei counselor che inoltrare reclami per le prestazioni dei singoli professionisti

Carta dei valori e dei comportamenti

DEFINIZIONE DELLA FUNZIONE PROFESSIONALE

“Il Counselor è la figura professionale che, secondo quanto previsto dalla Società Italiana di Counseling – S.I.Co. deve affrontare  un corso di studi almeno tre anni, durante i quali apprende la teoria e la tecnica del counseling, svolge laboratori di training e tirocini pratica-esperenziali, con supervisione individuale e di gruppo.

Diventare un counselor vuol dire studiare approfonditamente le materie e le scienze umane, compiendo contemporaneamente un percorso personale per sviluppare quelle capacità necessarie ad incontrare un’altro essere umano in difficoltà ed accompagnarlo verso scelte più soddisfacenti.

La professione è denominata Counseling

Il professionista è denominato Counselor

1 PRINCIPI GENERALI

1.1 RISPETTO DELLE LEGGI E DELLA CARTA DEI VALORI E DEI COMPORTAMENTI

Il counselor si impegna ad esercitare la professione in conformità con le leggi dello Stato e nel rispetto della Carta dei Valori e dei Comportamenti.

1.2 COMPETENZA

Il counselor deve possedere una competenza dimostrabile e adeguata. A tale requisito si affiancano le competenze specifiche, che riguardano gli ambiti di specializzazione dei propri contributi nell’intervento.

La competenza del counselor si basa, oltre che sulla preparazione aggiornata, anche sull’esperienza, e si esprime nella capacità di ideare, scegliere, adottare, utilizzare le teorie, i metodi, le tecniche più adeguate alle esigenze specifiche dei committenti e degli utenti. Il counselor accetta gli incarichi professionali di propria competenza, per i quali é in grado di garantire una realizzazione di qualità elevata.

1.3 AGGIORNAMENTO

Il counselor in quanto agente di cultura si impegna al continuo miglioramento della propria competenza, aggiornandosi sistematicamente sulle innovazioni della disciplina in cui é specializzato e sugli sviluppi delle metodologie, degli strumenti, delle conoscenze connesse al counseling.

1.4 DIGNITA E DECORO PROFESSIONALE

Il comportamento del counselor è improntato a dignità e a decoro professionale nell’atteggiamento, nel linguaggio e nell’immagine personale. Il counselor é consapevole di rappresentare la famiglia professionale e ne tutela l’immagine.

1.5 RISERVATEZZA

Il counselor mantiene il segreto professionale rispetto a tutte, le informazioni di carattere riservato di cui viene a conoscenza in ragione del suo ruolo e stato riguardanti il committente, gli utenti, gli altri operatori del counseling, la S.I.Co. e qualunque altro soggetto che entri nel rapporto professionale.

1.6 CORRETTEZZA

Il counselor imposta ogni rapporto professionale al rispetto, alla correttezza, alla liceità, alla trasparenza, all’onesta e non approfitta in alcun caso della propria particolare posizione di influenza.

1.7 CONCORRENZA LEALE

IL counselor promuove la propria attività presentando in modo corretto, accurato ed onesto il proprio profilo professionale. Se riveste cariche pubbliche, non se ne avvale a scopo di indebito vantaggio personale.

2. RAPPORTO CON IL COMMITTENTE

L’accettazione dell’incarico deve essere preceduta da una valutazione delle richieste pervenute.

Il counselor sviluppa ogni fase dell’intervento sentendosi professionalmente ed eticamente impegnato al raggiungimento degli obiettivi concordati, suggerendo il monitoraggio e la verifica del risultati.

L’offerta della professionalità del counselor specifica obbiettivi, contenuti, modalità e destinatari dell’intervento, suggerendo parametri che consentano di valutarne i risultati.

2.1 COMMITTENTI IN CONCORRENZA

L’accettazione di incarichi contemporanei per conto di soggetti concorrenti é subordinata al consenso dei committenti in causa, anticipatamente informati dell’eventualità.

2.2 PROGETTAZIONE

Nella fase di progettazione dell’intervento, la scelta di contenuti, modelli, metodi deve essere guidata dai criteri di utilità e adeguatezza al contesto. Si devono omettere teorie e tecniche controindicate per le peculiarità del contesto generale o per mancanza di specifiche conoscenze sul contesto degli utenti.

2.3 ATTUAZIONE DELL’INTERVENTO

Il counselor si impegna a realizzare il programma professionale, a prestare un servizio efficiente ed efficace, a tenere informato il committente/utente nel corso dell’intervento, a concordare sostanziali modifiche nel caso tali modifiche si rivelino opportune.

2.4 CITAZIONI

Il counselor è tenuto alla riservatezza rispetto a tutte le informazioni apprese durante l’esercizio della professione. Solo previo consenso del datore di lavoro, committente o utente, egli può citare i contenuti dell’intervento e gli utenti coinvolti.

3. RAPPORTO CON I DESTINATARI DELL’AZIONE DEL COUNSELOR

Il counselor imposta il rapporto con gli utenti prestando costante attenzione alle loro esigenze, mantenendo un atteggiamento di rispetto, scambio, apertura, arricchimento reciproco, disponibilità e sincero interessamento.

3.1 TRASPARENZA

Il counselor ha l’obbligo, qualora sia possibile, di informare gli utenti rispetto a obiettivi, contenuti e modalità.

3.2 RISERVATEZZA

Il counselor mantiene il segreto professionale sulle informazioni di carattere confidenziale ricevute nella relazione con gli utenti.

3.3 RISPETTO

Il counselor rispetta e fa rispettare ogni singolo all’interno del gruppo degli utenti; non opera discriminazioni di sorta, tenendo in considerazione opinioni e credenze anche differenti dal suo sistema di valori. Egli si astiene da commenti personali in assenza degli interessati e non incoraggia pettegolezzi di qualsiasi natura.

4. RAPPORTO CON I COLLEGHI

I rapporti tra operatori del counseling sono improntati allo spirito di comune appartenenza alla famiglia professionale, con collaborazione e disponibilità.

Nello svolgimento di un incarico comune, il counselor si impegna a condividere le informazioni possedute e a coordinare il proprio con l’altrui intervento e in genere si astiene da critiche denigratorie e da forme di concorrenza sleale nel confronti dei colleghi.

4.1 SEGNALAZIONI

Le segnalazioni al committente/utente di colleghi più idonei all’incarico o le indicazioni ai colleghi di potenziali committenti sono da considerarsi gesti di cortesia, salvo espliciti accordi diversi.

4.2 RICONOSCIMENTO DEI CONTRIBUTI INTELLETTUALI

Il counselor, nello svolgimento della sua attività, deve documentare e riconoscere i contributi di autori e colleghi utilizzati pubblicamente, citandone formalmente la fonte, rispettandone le proprietà intellettuali e materiali.

Codice di etica e deontologia professionale

PREMESSA

La S.I.Co. adotta un codice di etica e deontologia professionale e non soltanto un codice deontologico, perché ritiene che un counselor, per definirsi tale, debba aver acquisito un comportamento etico che garantisca un corretto rapporto con i clienti, con i colleghi e con ogni altro professionista e abbia nella vita privata un comportamento consono alla professione.

Il presente codice pertanto è da intendersi come un punto di riferimento per la propria autoregolamentazione e come strumento in difesa dell’utenza, che potrà in ogni momento farvi ricorso.

Per la tutela di ogni cittadino esistono delle leggi proprie del vivere civile e specifiche di ogni cultura alle quali il Counselor dovrà fare riferimento a seconda della nazione in cui opera.

Per tutto ciò che è violazione a leggi dei singoli stati la S.I.Co. rimanda alla legislazione vigente.

Il counseling è un’attività professionale, basata su abilità comunicative e interpersonali, finalizzate a facilitare il cliente nella risoluzione di uno specifico problema o nella presa di decisione. Il cliente può essere identificato nella persona, nella coppia, nella famiglia o nel gruppo.

Operativamente il counseling si impegna a favorire la riorganizzazione di capacità, risorse e competenze già possedute dal cliente, facilitandogli un percorso di vita verso obiettivi possibili e realizzabili.

Si svolge attraverso colloqui gestiti con le metodologie che caratterizzano la specifica formazione di ciascun professionista che non si pone, in alcun caso, nella posizione di superiorità dell’esperto.

 

Abilità di Counseling

Sono la capacità di applicare le conoscenze relative alla comunicazione e alla gestione dei rapporti umani proprie della relazione di counseling.

Dette capacità, acquisite col sapere e con la pratica formativa propria del counseling, fanno parte del professionista e della persona, che potrà impiegarle trasversalmente sia in ambiti personali che in altre categorie professionali.

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Articolo 1

Il Counselor iscritto al Registro Italiano dei Counselor depositato presso la S.I.Co. Nazionale è Socio S.I.Co.; si impegna pertanto ad accettare e rispettare lo Statuto, il Regolamento e le norme riportate nel Codice di Etica e di Deontologia Professionale di seguito riportate.

 

Articolo 2

L’inosservanza delle norme contenute nel presente codice dà adito al possibile allontanamento del Socio Counselor secondo quanto previsto dall’Articolo 8 dello Statuto dell’Associazione e del Regolamento Interno.

 

Articolo 3

Il comportamento del counselor deve essere consono al decoro ed alla dignità della professione che rappresenta. Costituisce illecito deontologico:

  1. Ogni violazione dolosa al codice penale.

  2. Ogni tipo di abuso della propria posizione professionale.

  3. Qualunque comportamento che comprometta l’immagine della categoria professionale.

 

Articolo 4

Il counselor si impegna:

  1. Ad operare nel proprio ambito di competenza per il quale ha ricevuto adeguata formazione.

  2. A mantenere un aggiornamento permanente nella propria area di competenza.

  3. A far riferimento costante a sistemi di supervisione a garanzia delle persone con le quali si relazionerà.

 

Articolo 5

Il counselor rispetta rigorosamente le opinioni ed i valori del. A sua volta è libero di non collaborare verso obiettivi che contrastino con le proprie convinzioni etiche, pur impegnandosi, ove possibile, ad informare ed indirizzare verso chi possa aiutarlo a perseguire il suo obiettivo.

 

Articolo 6

Il counselor ha l’obbligo di indirizzare la persona quando necessario, perché non di sua competenza, ad altri professionisti.

  

Articolo 7

Nella promozione della propria professionalità il counselor userà sempre comportamenti eticamente corretti.

Costituisce illecito deontologico:

  1. Fare dichiarazioni mendaci relativamente alla propria formazione professionale.

  2. Millantare in relazione alle proprie capacità professionali.

  3. Fare uso di titoli riservati ad altre categorie professionali.

  4. Fare dichiarazioni mendaci nei confronti di ogni altro tipo di professionista.

  5. Ogni tipo di artificio riconducibile al concetto di “concorrenza sleale” o di “pubblicità ingannevole”.

 

Articolo 8

Il rapporto professionale ha carattere contrattuale; counselor e cliente hanno reciproci diritti e doveri.

Il counselor ha la discrezionalità accettare di intraprendere un percorso di counseling con il cliente.

Gli accordi sulle modalità degli incontri e il contratto economico devono sempre essere pattuito in modo chiaro e sottoscritto.

Costituisce illecito deontologico:

  1. Il rifiuto o l’interruzione del rapporto che non siano accompagnati dalle necessarie cautele per evitare disagi al cliente.

  2. Ogni tipo di illecito rilevabile legalmente relativo alla parcella.

 

Articolo 9

Riconoscendo l’elevato ruolo sociale rappresentato dal counselor gli è fatta raccomandazione, qualora se ne presentasse la necessità, di prestare il proprio intervento gratuito o con parcella simbolica, nei confronti di alcune persone in difficoltà economiche.

 

Articolo 10

A seguito del proprio livello di competenza e di ambito di intervento, il counselor è tenuto a non prolungare il proprio intervento che si sia dimostrato inefficace e suggerire, ove possibile, altro tipo di intervento professionale.

 

Articolo 11

E’ vietato avere rapporti professionali di counseling con persone con le quali si abbia un rapporto di parentela, relazioni affettive e/o sessuali. Fatto salvo il fornire informazioni riguardanti la professione o orientamento.

 

Articolo 12

Il counselor in ogni campo operante è tenuto al segreto professionale su tutto ciò che gli viene confidato o di cui viene a conoscenza in forma diretta o indiretta, verbalmente o con ogni altro mezzo, ivi compresa l’esistenza o meno del percorso professionale di counseling.

Deve mantenere la riservatezza sulle prestazioni professionali, sia per quanto riguarda i contenuti, sia relativamente all’esistenza della stessa prestazione professionale, anche dopo la fine della stessa. La morte del cliente non esime dal segreto professionale.

 

Articolo 13

Il counselor deve garantire che il segreto professionale sia esteso a tutte le persone che per loro condizione, stato o ufficio sono in contatto con il counselor e possono in qualsiasi modo avere accesso al segreto professionale.

Il Counselor dovrà avere cura che tutta la documentazione e informazioni sul cliente in forma cartacea o tramite altro mezzo informatico, compresi mezzi di comunicazione e reti informatiche, siano custoditi e non accessibili a terzi, in luoghi non accessibili per i dati su supporti fisici e le informazioni virtuali protette da chiavi di accesso.

Il Counselor deve predisporre in modo tale che in caso di impedimento o a seguito della propria morte il materiale coperto da segreto professionale sia affidato ad un collega, ovvero ad un congiunto, con precise istruzioni in merito.

Quanto sopra deve far riferimento ed essere in accordo con la normativa sulla Privacy GPDR vigente che il counselor si impegna a conoscere.

 

Articolo 14

La rivelazione del segreto professionale è consentita solo con il consenso scritto o comunque reso ufficiale dal cliente, preventivamente informato sulla opportunità o meno della rivelazione stessa, purché non violi la riservatezza di altre persone.

 

Articolo 15

La dichiarazione è lecita solo se richiesta dall’utente e nei casi previsti per legge.

A tale riguardo il Counselor è tenuto a mettere al corrente il cliente del dovere di testimonianza giudiziale.

Nella dichiarazione il Counselor attesterà solo in riferimento ad obiettivi di competenza tecnica che abbia direttamente constatato e in totale aderenza con la realtà.

Nel caso di informazioni riferite sarà tenuto a citarne la fonte, separando la propria responsabilità da quella della fonte.

 

Articolo 16

Il minore ha diritto al mantenimento del segreto professionale nei confronti di chi esercita la responsabilità genitoriale.

Fermo restando la necessità di un consenso esplicito e sottoscritto fornito da almeno uno dei genitori e la necessità di informazione nei confronti dell’altro genitore non sottoscrivente.

Se il segreto può esporre il minore ad un rischio grave che egli non sia in grado di affrontare da solo, il counselor potrà segnalare la situazione a chi esercita la responsabilità genitoriale con il massimo di salvaguardia possibile dei dati ricevuti in segreto ed avendone preventivamente informato il minore.

 

Articolo 17

I counselor impegnati per loro competenza in attività di tipo educativo devono presentarle come rivolte alla maturazione di valori esistenziali in un ambito pluralistico e nelle regole del rispetto reciproco. Terranno inoltre presente che l’ambito educativo e quello dell’informazione non sono reciprocamente assimilabili né si escludono a vicenda.

 

Articolo 18

Il diritto dell’autodeterminazione del cliente, anche se minorenne, è attuabile nell’educazione mediante l’opera di orientamento-promozione del counselor. Pertanto i counselor coinvolti in attività educative tenderanno a promuovere la responsabilità e le scelte personali degli utenti e non a determinarle dall’esterno. In caso di conflitto tra esigenze oggettive della cultura e diritti pedagogici propri dell’educando, il counselor educatore opera a favore dell’educando.

 

Articolo 19

L’esercizio della professione di counselor è fondato sulla libertà e sull’indipendenza dei singoli quali loro diritti inalienabili. Di conseguenza, sia per i counselor liberi professionisti che per i dipendenti e/o convenzionati, è considerato diritto inalienabile astenersi da interventi che contrastino le proprie convinzioni etiche, a meno che non vi sia immediato pericolo di vita del cliente.

L’obiezione di coscienza può esprimersi sia verso gli obiettivi richiesti dal cliente, che verso i programmi dell’ente di riferimento, pubblico o privato, che il counselor ritenga per sé inaccettabili.

 

Articolo 20

Il counselor che instaura un rapporto di dipendenza, convenzione o collaborazione a vario titolo con operatori ed istituzioni, enti, associazioni e società di qualsiasi tipo, manterrà il rispetto del diritto di libertà ed indipendenza professionale che gli competono secondo il proprio ambito di competenza. Può chiedere l’intervento dell’Associazione qualora gli vengano richiesti comportamenti in contrasto con le norme del presente codice.

Ambiti di intervento del counseling

COMUNITA’

Ambito scolastico – Counseling psicopedagogico (in possesso di laurea o in psicologia o pedagogia). Gli interventi di Counseling tendono all’agevolazione della relazione insegnante-studente; insegnante-genitori; insegnante e altre figure professionali.

Ambito: orientamento scolastico e professionale – Counseling psicopedagogico in possesso di (laurea o in psicologia o pedagogia). Counseling relativo al sostegno per la scelta professionale e scolastica.

Ambito spirituale – Counseling spirituale. E’ il sostegno operato da personale laico o religioso relativo a crisi spirituali. (sono previste diverse specifiche a seconda delle religioni: Counseling spirituale cattolico – protestante – buddista – …)

Ambito comunitario – Counseling di comunità. Si interessa delle relazioni all’interno di comunità regolarmente costituite, con specificità di intervento all’interno delle stesse.

(Es. Animatore di comunità, operatore nel settore delle tossicodipendenze, ecc.)

Ambito interculturale

– Counseling interculturale. Si rivolge a persone (individui, gruppi, famiglie o comunità) appartenenti a gruppi minoritari con l’obiettivo di favorirne l’inserimento, l’adattamento e l’integrazione, oltre ad agevolarne e migliorarne la relazione interpersonale.

– Counseling nella mediazione interculturale. Si occupa della mediazione tra culture differenti a favore di individui o gruppi che gravitano all’interno di strutture organizzate (servizi, scuole, ospedali, cliniche ecc.) per una adeguata integrazione interculturale e di interventi transculturali.

Ambito famigliare – Counseling nella mediazione famigliare. Si occupa della mediazione di conflitti generati all’interno di nuclei famigliari comunque costituiti.

LAVORO

Ambito aziendale – Counseling aziendale. Ha la finalità di favorire un miglior dialogo tra le organizzazioni interne all’azienda e di agevolare la relazione interpersonale verso la valorizzazione delle risorse umane nei vari contesti lavorativi.

Ambito socio-lavorativo – Counseling operato all’interno di contesti lavorativi. Ha la finalità di sostenere il personale nei rapporti all’interno delle organizzazioni lavorative.

SOCIO-SANITARIO

Ambito artistico – Art Counseling. Agevola il ben-essere dell’individuo attraverso vie forme dell’arte: musica, teatro, poesia, danza, pittura, altre forme creative.

Ambito filosofico – Counseling filosofico. Di esclusiva competenza di filosofi, si propone di utilizzare il metodo filosofico o la conoscenza filosofica per la risoluzione o l’indagine di problemi dell’ esistenza non patologici.

Ambito esistenziale – Counseling esistenziale. Considerato come tipo di counseling filosofico, utilizza come principale riferimento teorico e metodologico la filosofia ed i filosofi esistenzialisti.

Ambito legale

– Counseling giuridico. Si occupa della possibile soluzione dei conflitti nell’ambito giudiziario.

– Counseling nella mediazione penale. Si occupa della mediazione tra autore e la vittima del reato.

Ambito medico – Counseling medico. Di esclusiva competenza del medico, facilita la comunicazione nella relazione di cura; prevede inoltre diagnosi fisica, esami specialistici, prescrizione di farmaci, ricovero, ecc.

Ambito naturopatico – Counseling naturopatico. Di competenza di professionisti iscritti come “Counselor in naturopatia” prevede un counseling con supporto naturopatico.

Ambito On line – Counseling effettuato “on line” con mezzi telematici. Assistenza ad ogni individuo che possa trovarsi di fronte a momenti di incertezza nel proprio percorso di vita  per il quale esprime una richiesta  generalizzata, attraverso mezzi telematici ed Internet.

I mezzi utilizzati possono essere e-mail, skype, ecc. Esclusivamente se provvisti di sistemi di garanzia e riservatezza in base al D.L. 30 Giugno 2003 n. 196.

Ha il compito di accogliere la persona, indirizzandola, quando necessario, verso un rapporto interpersonale diretto, una visita specialistica o una terapia più specifica.

Ambito ospedaliero – Counseling socio-sanitario. Si occupa della relazione medico-paziente; personale ospedaliero-paziente; personale con le varie figure professionali di riferimento.

Ambito privato – Counselor “Agevolatore nella comunicazione”. Ha il compito di sostenere la persona, indirizzandola, quando necessario, verso una visita specialistica o una terapia più specifica .

Ambito psicologico – Counseling psicologico. Di esclusiva competenza dello psicologo, oppure del  laureato in psicologia (vecchio ordinamento) o Scienze e tecniche psicologiche o laurea magistrale in pisicologia senza iscrizione all’Albo degli Psicologi ma con iscrizione al Registro Italiano dei Counselor S.I.Co. e prevede una relazione con attività di supporto, orientamento, diagnosi, prevenzione, riabilitazione.

Ambito psico-comportamentale – Counseling psico-comportamentale . Di esclusiva competenza dello psicologo, oppure del  laureato in psicologia (vecchio ordinamento) o Scienze e tecniche psicologiche o laurea magistrale in pisicologia senza iscrizione all’Albo degli Psicologi ma con iscrizione al Registro Italiano dei Counselor S.I.Co. e prevede una relazione con attività di supporto, orientamento, diagnosi, prevenzione, riabilitazione, con specializzazione o master in comportamento socio-umanistico o comportamentale.

Ambito sessuologico

– Counseling nella relazione di coppia. Tende ad una agevolazione della relazione di coppia;

– Counseling nella relazione di intimità. Tende ad una agevolazione di lievi difficoltà dell’intimità, propri della sfera sessuale.

Ambito stati avanzati di malattia – Counseling negli stati avanzati di malattia (cancro, HIV). Counseling di accompagnamento alla morte.

Ambito sociale – Counseling socio-analitico. Di competenza di sociologi o assistenti sociali, prevede l’intervento su singoli individui o gruppi analizzando in un’ottica dinamica le relazioni tra individuo e società.

Ambito traumatico, dell’emergenza e delle catastrofi – Counseling traumatico, dell’emergenza e delle catastrofi. Fa riferimento a specifici interventi altamente specialistici a sostegno di individui o gruppi che abbiano subito traumi o siano stati coinvolti in catastrofi o situazioni di grave emergenza e a tutti gli operatori che intervengono nelle fasi di soccorso.

Ambito sociale pedagogico-riabilitativo – Counseling pedagogico-riabilitativo. Si occupa di assistenza, reinserimento e riabilitazione di soggetti singoli o gruppi con precedenti penali (o in varie forme di crimine) e/o con soggiorni in case circondariali o similari.

Ambito socio-assistenziale – Counseling telefonico. Assistenza, prevalentemente effettuata da strutture sociali organizzate, ad ogni individuo che possa trovarsi di fronte ad una sofferenza emergente non identificata per il quale esprime una richiesta di aiuto generalizzata, volendo, però, rimanere nell’anonimato. Ha il compito di accogliere la persona, indirizzandola, quando necessario, verso una visita specialistica o una terapia più specifica.

Ambito sportivo – Counseling effettuato negli ambiti sportivi. Assistenza, agevolazione, , nell’inserimento di gruppo o individuale relativo alla prestazione sportiva o all’attività ginnica.